Bambina di due mesi al freddo

MIANE - Una bambina di due mesi e una giovane mamma in una casa senza elettricità e riscaldamento e senza alcun tipo di sostegno economico. Nella sua stanza un bombolone blu di gas alimenta una malandata stufetta e l’unica lucina si accende grazie ad una batteria elettrica per auto. La notte la stufa viene spenta per evitare incidenti, ma il termometro scende.
Accade a Miane, un piccolo paese della Pedemontana. Maria (il nome è di fantasia ndr) è nata il 26 settembre scorso all’Ospedale di Vittorio Veneto e per lei è sceso in campo l’avvocato Marco Crapella di Pieve di Soligo che da giugno incalza il sindaco Claudio Mellere e i servizi sociali di Miane per migliorare la situazione. In un fax urgente spedito il 2 ottobre Crapella scrive: “E’ assolutamente necessario un vostro immediato intervento per garantire le indefettibili esigenze della neonata, esigenze cui la famiglia F. C.-B.R. non è in grado di far fronte a causa della nota situazione di indigenza.” A questo fax urgente, che era stato preceduto da un’altra lettera di sollecito del 22 settembre, il Municipio non risponde e così l’avvocato il 16 novembre scrive la terza lettera in cui sottolinea: “Mi riferisce la signora che nulla stareste facendo per ovviare alla più volte denunciata situazione di indigenza e di mancanza delle minime condizioni igienico-sanitarie in cui versano madre e figlia(....). La signora B.R. mi ha riferito altresì di indebite ingerenze volte a convincerla a lasciare la casa coniugale.” In conclusione il legale arriva a ipotizzare la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti dell’ente comunale. Anche a questa lettera il Comune non risponde, almeno fino ad ieri. Il sindaco Claudio Mellere raggiunto telefonicamente ha affermato:”Proprio oggi abbiamo scritto la lettera di risposta. Il Comune subito dopo la nascita di Maria si è attivato per tutelare la minore e per garantire il trasporto collegato alle necessarie visite mediche. Tramite la Caritas abbiamo procurato degli indumenti per la bambina che sono stati rifiutati, così come i pacchi viveri e i buoni pasto. L’atteggiamento non collaborativo con le assistenti sociali ha reso difficile il rapporto con la signora; comunque rinnovo la nostra disponibilità per i buoni pasto e per i pacchi viveri. Per quanto riguarda l’energia elettrica, che è stata staccata per morosità del padrone di casa, non possiamo far nulla.” Il parroco di Miane, invece, non conosce il caso ma assicura che si interesserà. Intanto B.R., che è nata 25 anni fa in Marocco, coccola la sua bambina sperando che qualcosa migliori. Tra le lacrime ci dice:”L’unica cosa che chiedo è un lavoro dignitoso come assistente agli anziani, donna delle pulizie o baby sitter.”

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, dicembre  2006)