Scuola araba, sindaco leghista

CORDIGNANO (Tv) - Una scuola araba e un sindaco leghista. Un marocchino e un padano che in una sola mossa sgombrano il campo dai luoghi comuni che dipingono gli arabi tutti integralisti e i leghisti tutti razzisti. Accade a Cordignano, un paesino di 7000 abitanti della provincia di Treviso, al confine con il Friuli. Sindaco ma lei non si sente un caso più unico che raro, una creatura fantapolitica? “Non ci vedo niente di strano - risponde Roberto Campagna eletto sindaco a maggio di quest’anno. Il mio partito è contrario ai clandestini, ma per chi  ha un lavoro regolare e ha voglia di integrarsi le porte sono sempre aperte. Il lato positivo di questa scuola, che più che essere una scuola vera e propria e una sorta di doposcuola, è che è aperta agli italiani. Il mio giudizio sarebbe stato negativo se invece fosse stata creata  solo per le persone di lingua araba. L’integrazione passa dalle nuove generazioni che crescono insieme e dalla partecipazione dei lavoratori stranieri e italiani alle tante associazioni del paese”.
Campagna prosegue così l’esperimento cominciato tre anni fa dal sindaco ulivista Roberto Meneghetti e dal suo assessore alla cultura Guido De Carlo che risposero positivamente alla domanda presentata da Hassan Merouah, presidente dell’Associazione di cultura araba e fautore di un’analoga iniziativa nel ‘96 a Calalzo in provincia d Belluno. Mediante  una convenzione Meneghetti cedette in uso all’associazione i locali di proprietà comunale in via Piave 1, sopra le Poste. Unica condizione: non trasformarsi in una scuola religiosa. Arrivato in Italia nel 1989 dalla città berbera di Taroudant, vicino ad Agadir in Marocco, Merouah ha cominciato a lavorare come cameriere. Oggi ha delle mansioni di responsabilità in un’azienda metalmeccanica, è sposato e padre di due bambini che, naturalmente,  frequentano la scuola.
Ogni domenica Mirouaiman, Fatima, Nadhia, Hajiat, Suhail, Brahim, Mohamed, Abdullah, Faisal ...in tutto 60 studenti di origine marocchina, nigeriana, tunisina, egiziana, senegalese, si riuniscono dalle 9.30 alle 12.30 per imparare le regole grammaticali della loro lingua madre. I corsi sono frequentati da quattro donne e un bambino italiani. Susi Bonso ha 42 anni e lavora nella farmacia del paese; “Lei non è la prima della classe ma è quella che si impegna di più”, assicurano gli insegnanti. “La cosa più difficile dell’arabo è la pronuncia - racconta Susi. Basti pensare che ci sono tre modi di pronunciare l’h. Anche la scrittura è complessa, per fare un esempio molto semplice la t e la p si scrivono allo stesso modo: solo la presenza di un puntino le distingue l’una dall’altra”.
Gli scolari sono divisi in quattro classi: Driss Ait Ali laureato in economia insegna agli studenti delle superiori, Brahim Ait Ali diplomato in letteratura araba a quelli delle medie, Abdelkebir Faiz ai bambini delle elementari e Hassan Marfouquel a quelli dell’asilo. A differenza di quello che si potrebbe pensare, Driss e i suoi colleghi devono tenere le loro lezioni in italiano perché tutti i bambini, frequentando durante la settimana le scuole italiane, lo capiscono molto meglio della lingua madre. Nessun problema linguistico quindi per chi volesse cimentarsi nell’apprendimento in vista della lettura in originale delle “Alf layla wa-layla” (Mille e una notte ndr) . Basta chiamare il 349/0919880 e iscriversi: la quota è di 5 euro al mese, l’appuntamento sopra le Poste di Cordignano, da dove il veneto Roberto Campagna e il berbero Hassan Merouah firmano una bella cartolina per l’integrazione.

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, novembre 2006)