In mezzo ad una tromba d'aria

Mancano dieci minuti alle 14 quando il cielo a San Zenone degli Ezzelini diventa nero come la pece. Le cellule fotoelettriche fanno scattare gli impianti di illuminazione lungo la strada. Un forte vento piega i campi di mais. Poi all’improvviso la tromba d’aria, una nube grigio topo di pioggia, polvere e grandine si abbatte sui tetti delle case, spezza in due gli alberi, inonda strade e canali.
Chi è in macchina non ha nemmeno il tempo di ragionare, istintivamente cerca riparo sotto le pensiline dei distributori di carburante o nei parcheggi lungo la strada. Il cellulare non prende e anche la radio resta muta per qualche minuto. Ma il caos, quello vero, incomincia dopo un quarto d’’ora, passata la tromba d’aria, rimangono i danni; Gli alberi abbattuti sono decine, le strade sono coperte d’acqua, il traffico va in tilt.
Coda fissa lungo la provinciale per Asolo e Montebelluna. molti cercano vie alternative imboccando le strade della bassa per Fanzolo, per Altivole.
La tromba d’aria è passata anche di qui. A Spineda un volenteroso camionista tenta di trascinare da solo un grosso ramo che ostruisce la carreggiata. Crocchi di persone si riuniscono davanti alle case per valutare i danni all’orto o al giardino.
Un signore guarda esterrefatto il suo capannone in eternit e legno che una volta stava nel giardino di casa sua e adesso giace accasciato come un elefante morto in mezzo alla strada.
A Montebelluna una quercia si è spezzata proprio a ridosso del passaggio a livello e lungo i binari numerosi rami divelti.
Subito dopo Montebelluna di nuovo coda fissa in direzione Ponte della Priula. Si cerca salvezza sul Montello, ma tutte le stradine delle “prese” sono ostruite da betulle e castagni spezzati che lasciano solo spazi stretti per passare, si rischia di graffiare la carrozzeria, ma inutilmente, la strada alta, la panoramica è bloccata. si torna a valle verso Volpago.  Sulla provinciale il traffico scorre fino a Nervesa, dove si è formata un’altra lunga coda per favorire lo spostamento di un platano. Oltrepassato il centro abitato di Nervesa ennesima coda, questa volta è un mezzo dell’esercito che sta rimuovendo una grande platano spezzato.Chissà come sarà il ponte sul Piave che di solito è il vero e proprio collo di bottiglia tra Destra e Sinistra Piave.Sopresa:  cielo sereno sul ponte e traffico che scorre. L’orologio segna le 16 e un quarto.

Mario Anton Orefice, 29 giugno 2006