La mostra Venezia 900

TREVISO - Era l’estate del 1910 quando Boccioni salì insieme a Carrà e a Marinetti sulla Torre dell’Orologio in piazza San Marco per lanciare i volantini “Contro Venezia passatista”. La compagnia dei ragazzi di Ca'’ Pesaro, allora sede della Fondazione Bevilacqua La Masa, si esprimeva non solo con il pennello ma anche attraverso iniziative controcorrente. Quel gesto teatrale, ma anche altamente simbolico, segna infatti un distacco artistico e temporale con il passato, cioè con la tradizione dei grandi maestri del XIX secolo. Su quella frattura, su quel volo che porterà nel giro di pochi anni la pittura ad abbandonare le vie consuete per approdare all’astrattismo di un Vedova o di un Picasso, Giuseppe Pavanello e Nico Stringa hanno sviluppato il progetto della mostra  “Venezia ‘900”, che si terrà a Treviso, a Ca'’ dei Carraresi dal 27 ottobre all’8 aprile 2007 e che, per la prima volta dopo cinquant’anni, esporrà “La donna che nuota sott’acqua” di Arturo Martini.
Un itinerario mai tentato prima tra i protagonisti della pittura veneziana che va dagli inizi del Novecento fino agli anni ‘60, quando la Biennale del 1964 premia l’americano Rauschenberg e i riflettori si spostano ad illuminare ciò che si va facendo negli States. Un percorso ambizioso tra 160 opere e una cinquantina di artisti che forse avrebbe meritato un catalogo meno spartano delle 40 pagine rilegate con tre viti realizzate dagli organizzatori.
La rassegna comincerà con la sala dedicata a Umberto Boccioni con la sua inusuale veduta del Canal Grande verso la Ca'’ D’Oro del 1907, la Nonna del 1905, il Ritratto dell’avvocato C.M. e il Ritratto del dottor Kopcick.
Si proseguirà con la ricostruzione del periodo migliore della Bevilacqua, tra il 1908 e il 1920, con alcune opere opere di Felice Casorati, Umberto Moggioli, Vittorio Zecchin, Teodoro Wolf-Ferrari, Guido Cadorin, Guido Marussig, Pio Semeghini, Tullio Garbari.
Seguirà un omaggio a Gino Rossi, artista la cui vita insieme a quella di Arturo Martini è stata di recente ben indagata dalla mostra “Quando l’arte si tace” nelle sale di Palazzo Bomben a Treviso. A Ca'’ dei Carraresi si potrà vedere La fanciulla del fiore, esposta a Venezia nel 1910, Il bevitore, il Ritratto della moglie e alcune delle più celebri tele dedicate all’isola di Burano e al paesaggio trevigiano.
Poi l'esposizione affronterà il tema “Ritratti e autoritratti”, per ricordare come il XX secolo segni l’estinguersi di questa tradizione plurisecolare. In esposizione anche quadri Zoran Music, Luigi Tito, Juti Ravenna.
Natura morta con pesci, di proprietà della Fondazione Venezia, sarà l'opera più importante della sala riservata a a Filippo De Pisis, che visse nella Venezia degli anni ‘40 la sua ultima stagione felice
Si arriva quindi al Dopoguerra e al diffondersi anche a Venezia del “ritorno all’ordine”, del Realismo Magico che ha tra i suoi protagonisti Ubaldo Oppi, Guido Cadorin, Cagnaccio di San Pietro. Si procederà con un’antologia di presenze internazionali alle biennali veneziane, da Picasso a Fontana, Da Braque a Pollock.
Emilio Vedova e con Il guado e Giuseppe Santomaso con Erpice rosso saranno invece tra i protagonisti della sezione “Dal fronte nuovo delle Arti allo spazialismo”.
Il tratto conclusivo della mostra proporrà le visioni di Venezia di Guidi, Kokoschka, Tancredi, Fontana; l’omaggio a Emilio Vedova con i dipinti dei cicli: il Ciclo della Protesta, Spagna, Intolleranza, De America. Infine, l’ insula dedicata ad Arturo Martini con “La donna che nuota sott’acqua”, il marmo acquistato dalla Cassa di Risparmio di Verona che da cinquant’anni non è esposto in pubblico.

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, giugno 2006)