Arriva lo sciamano in libreria

CONEGLIANO (Tv) - Un teatro di mille posti per lo sciamano. Stasera a Conegliano arriva Mamani, autore della “Donna dalla coda d’argento” (ed. Mondadori), cinquantamila copie e tre ristampe in meno di tre mesi“. Mamani è definito “uno degli ultimi eredi di un’antica generazione di curanderos andini”. Per lui si è mobilitato il popolo della new age, dei superstiziosi del terzo millennio, dei bonzi mancati, degli orfani di Freud, dei portalabari dell’India, degli apache in un’altra vita, dei confusi da sindrome tecnologica, dei biodinamici e degli integralisti, dei pacifisti e degli esotisti, insomma di tutti i postmoderni che cercano una guida e non la trovano.
Non ci voleva credere Dino Lovat, il titolare della libreria Quartiere Latino che ha organizzato l’incontro con il patrocinio del Comune. Mail e telefonate da tutto il Nord Italia piovevano in libreria comandate da un sotterraneo passaparola: “Arriva il curandero a Conegliano”. Giorno dopo giorno l’onda cresceva, chi voleva due posti, chi sei, chi venti. L’ingresso è gratuito, non si accettano prenotazioni. Ma come si fa a lasciare la gente in mezzo alla strada. Allora Dino Lovat è corso ai ripari per salvare la libreria da una folla in tumulto: con l’aiuto del sindaco ha spostato l’incontro al Teatro Accademia e ha ristampato tutte le locandine. “La donna dalla coda d’argento” ha venduto più trecento copie in poche settimane. Piace la storia di Lara, la protagonista. Il marito l’abbandona improvvisamente per una donna più giovane. Disperata, lascia Milano e, su consiglio di un amico, parte per il Perù. A contatto con una cultura e un ambiente tanto differenti dai suoi impara a scoprire se stessa. Tata Sabino e Mama Maru, i suoi maestri curanderos, la guidano in un percorso iniziatico e lei supera prove che credeva impossibili: domare e cavalcare animali selvaggi, andare in cerca di visioni nella foresta amazzonica, tuffarsi in lagune gelate, attraversare ponti sospesi sull’abisso, conoscere la sessualità sacra. L’antica cultura andina, contrariamente a quella occidentale, è fortemente orientata al femminile: sostiene che il primo essere umano comparso sulla terra era una donna e ha come divinità principale Pachamama, la dea natura
“Ma chi è Hernán Huarache Mamani?”, si chiedono i profani della cultura curandera: un Mauro Corona andino, un Verdiglione incaico, un Milingo d’oltreoceano? Hernán Huarache Mamani è un indio delle Ande, laureato in economia all’Università di Arequipa, che ha riscoperto le sue origini incaiche fino a diventare curandero, cioè un terapeuta della medicina tradizionale andina. Non solo. Nel 2002 con la Fondazione Mamani ha dato vita a una scuola alla periferia di Arequipa per i bambini più poveri. Il suo modello educativo è pacifista ed ecologista, in progetto ha anche una libera università “De la Vida y de la Paz”. «Anticamente, in Perù, esisteva una specie di università femminile, la Akllawasi improntata sulla conoscenza di sé, la quale aiutava a trovare uno scopo, una direzione nella vita», spiega Mamani. Ieri era all’Università di Udine per presentare il suo romanzo, ospite dal dipartimento di Lingue e letterature germaniche e romanze. Questa sera, a Conegliano, lo sciamano andino illuminerà con il suo sguardo e le sue parole altri seguaci della “Donna dalla coda d’argento” e di Pachamama dea della natura.

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, febbraio 2006)