"Questioni di pelle"

Nel sacchetto ci sono 5 siringhe monuso da uno, 5 fiale di acqua distillata, 10 salviette, il filtro per non far passare il talco e una dose di Narcan che, in caso di overdose, può salvare la vita. In “Questioni di pelle”, che sarà proiettato stasera in anteprima al Candiani di Mestre, si capisce che quel sacchetto, distribuito ai tossicodipendenti cronici dagli operatori di strada, può evitare un contagio da Hiv o scongiurare una morte tragica. Il film, finanziato dalla regione Veneto, si basa su storie vere raccolte dagli operatori del servizio di “Riduzione del danno” che fa capo all’assessorato alle Politiche sociali. Un’équipe che svolge una parte importante del proprio lavoro anche all’interno delle carceri per prevenire i rischi di contagio collegati alle pratiche di tatuaggio.
Tra gli interpreti della pellicola, diretta da Bibi Bozzato e Giorgio Bombieri, prodotta dalla Krisis di Aldo Aliprandi, anche Stefano Rota, Paola Brolati, Marta Richeldi, sir Oliver Skardy dei Pitura Freska e lo scrittore-attore Vitaliano Trevisan, già protagonista de “Il primo amore” di Garrone. In “Questioni di pelle” è un pusher in attesa di rifornimento: “Ho deciso di partecipare a questo lavoro perché molti dei miei amici sono morti per overdose ed altri che frequento tuttora hanno l’Aids o l’epatite C. Io, per saggezza e per fortuna, non ci sono mai cascato”. La diffusione delle droghe pesanti, secondo Trevisan, è avvenuta negli anni settanta, quando c’è stato il crollo dei valori, delle speranze:“E’ stato un cazzotto improvviso, un’etica è scomparsa: i miei genitori erano contadini, ma quando sono nato già non lo erano più, non è avvenuto il passaggio da un mondo all’altro. Anche i luoghi sono diventati irriconoscibili. Per me è impossibile ritrovare i paesaggi che hanno accompagnato la mia infanzia e questo mi provoca un crollo interiore”. Un movimento, un andare verso il nulla che Trevisan sintetizza nel titolo del romanzo al quale sta lavorando: “Il ponte, un crollo”.
“Contro Dio”, invece, sarà il prossimo film della Krisis, una casa di produzione giovane ma con un bel curriculum: nel 2005 al “New York independent film and video festival” ha vinto il premio "Best Dark Comedy" con il film "Franco Bagongo"; per la rassegna "Zeromoti - teatroindanza", al Mabilia di Mestre, ha mandato in scena "Fabulà" e "Le stanze" con musiche e suoni di Davide Tiso, coreografia di Elisa Dal Corso e regia di Aldo Aliprandi.
MArio Anton Orefice
(Corriere del Veneto, dicembre 2005)