| Gli errori di Radio Maria VITTORIO VENETO - Radio Maria, una bella radio con 4 difetti: parla
troppo di satana, esalta le apparizioni di Medjugorie, ritiene che sia
Maria ad impedire a Dio di scatenare la sua ira e insinua l’idea pagana
che il Signore sia la causa delle nostre sofferenze. Firmato Giuseppe
Zenti, vescovo di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Il religioso
è intervenuto sul tema con una lettera di mezza pagina pubblicata domenica
scorsa dal settimanale diocesano L’Azione. Livio Fanzaga, il direttore
dell’emittente, che ha 2.000.000 di ascoltatori al giorno e 40 “sorelle”
nel mondo, risponde punto su punto. Scrive il Vescovo:”...Data la risonanza
che la parola annunciata da Radio Maria ha nella mente e nel cuore degli
ascoltatori, occorre essere attenti a non dare l’impressione che alla
fine il vincitore è lui (il demonio ndr). Il vincitore rimane sempre Gesù
Cristo, il Crocifisso Risorto, sempre all’opera con il dono dello Spirito”.
Padre Livio si difende così:”Abbiamo 150 conduttori, di cui 60 sacerdoti
vescovi e cardinali, che insegnano le materie seminariali. Tra essi padre
Amorth, esorcista ufficiale della diocesi di Roma, che tiene il suo programma
una volta al mese”. Prosegue Zenti: “Fa specie sentir dire che per fortuna
c’è Maria, che tiene sorrette le braccia della Misericordia di Dio, impedendogli
di scatenare la sua ira sull’umanità peccatrice”. “Abbiamo tre corsi di
mariologia e mai nessuno si è sognato di di affermare una cosa simile.
Forse sarà stato qualche radioascoltatore. La frase ricorda più o meno
quella della Madonna apparsa nel 1846 a La Salette in Francia, un’apparizione
approvata dalla chiesa”. Per il Vescovo, inoltre, Radio Maria ha uno “schieramento
acritico” riguardo alle apparizioni di Medjugorie: “Quando si sarà pronunciata
l’autorità ecclesiale, allora sarà lecito e doveroso che anche Radio Maria
se ne faccia interprete e banditrice”. Puntualizza padre Livio: “A tutti
i conduttori è vietato di parlare di Medjugorie, ne parlo solo io che
da vent’anni studio questo fenomeno e ho pubblicato dieci volumi sull’argomento”.
La quarta osservazione di Zenti è sull’espressione popolare “prendere
sulle nostre spalle tutte le croci che il buon Dio ci riserva”, che sarebbe
un leitmotiv di Radio Maria: “Si insinua l’idea pagana che sia Dio la
causa di tante nostre sofferenze e disgrazie”. “Anche questo potrà averlo
detto qualche radioascoltatore - ribatte Fanzaga. L’insegnamento della
chiesa e di Radio Maria è che noi nasciamo crocifissi, la vita è un cammino
della croce che dobbiamo vivere in unione con Gesù crocifisso e risorto”.
E per chiudere in bellezza padre Livio cita una lettera della segreteria
vaticana, in cui Benedetto XVI lo incoraggia “a proseguire nell’opera
di evangelizzazione attraverso il mezzo radiofonico”. Ma per il direttore
del settimanale L’azione don Giampiero Moret, quella di Zenti rimane una
battaglia coraggiosa: “Si è schierato contro una radio così popolare cogliendo
le esagerazioni tipiche di una fede che fa leva alla paura, una fede che
non contempla il dubbio e la ricerca”. |