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LO SHERLOCK HOLMES DELLA
PAROLA
Interessante indagine di Luca Anzanello sul parlato giovanile
S'aggirava di giorno e di notte con un microfono spia,
registrando i
discorsi di amici e parenti. Si è mosso con la tecnica del detective
per
studiare le abitudini linguistiche dei suoi coetanei. L'indagine si è
conclusa con la tesi "Comment ça va?"; "Very well, because go i
jeans novi!";
- Un'indagine sul parlato giovanile tra Venezia e Treviso. Il brillante
studente, oggi giornalista, è il coneglianese Luca Anzanello figlio
del
direttore dell'Archivio Storico Aldo Anzanello, persona conosciutissima
fra
gli studiosi per la sua esperienza e per la sua arguzia. Qualcuno ancora
ricorda il discorso pronunciato nel O97 alla presentazione della sezione
A
dell'archivio moderno. Il sindaco allora era Achille Ghizzo e non mancarono
i riferimenti omerici e danteschi:"E grazie infine a lei, Sindaco Achille,
che sul fiume Scamandro ha accompagnato, con simpatia e con incoraggiamenti,
l'incedere della navicella del nostro ..., no, non del nostro ingegno,
direi del nostro impegno";, disse Aldo Anzanello.
Anche Luca conduce la sua indagine con intelligente ironia, come nel
capitolo "Spunti appuntati";, dove riporta le frasi ascoltate qua e là
senza
l'ausilio del registratore. Ne riportiamo alcune per gentile concessione
dell'autore.
Due ragazze intorno ai trent'anni s'incontrano il 2 febbraio 1999 nel
sestiere di Dorsoduro:
Ragazza A: "Comment ça va?";; Ragazza B: "Ben, grassie, e tì?";,
ragazza A:
"Very well, thank you, because go i jeans novi!";. Scrive Anzanello, che
ha
scelto questa frase come titolo della sua tesi:";È un esempio unico,
in
questa ricerca ma non solo, di presenza contemporanea di dialetto misto
a
forestierismi. Perché questa frase mistilingue? Come si diceva
prima, i
forestierismi compaiono spesso in conclusioni di frasi un po' trascinate,
verso la fine di un interloquire stanco. Ma possono servire anche per
indicare buon umore ed apprezzamento dei parlanti per la situazione
contingente.";
E.S., nella serata di sabato 10 aprile 1999 parla così: "Quella
era proprio
una tipa sul cozzo cessoso andante";, volendo definire brutta una sua
compagna di classe del liceo classico di Conegliano. Riguardo invece alle
varie tipologie di locali notturni e alla gente che li frequenta E.S.
dice:
"Se la prossima volta mi dite che mi portate in un posto puzzino mi vesto
anch'io da strafiga";, in cui Opuzzino' sta per frequentato da gente con
la
puzza sotto il naso, cioè snob e con arie Osuperiori'.
Il 2 marzo 1999, in treno, uno studente coneglianese di economia e
commercio, riferendosi alla varie Otipologie' di ragazze presenti nelle
Università, dice: "Ma cosa vuoi quelle di economia e commercio
... che ci
sono quattro rochei che non sanno neanche quello che vogliono."; Commento
dei
suoi amici, che hanno ascoltato lo sfogo: "Rochei non l'avevo ancora
sentito."; Annota Luca: "Ma è una parola usata abbastanza spesso
ad esempio
da mio papà (e quindi forse usata usata più abitualmente
da persone di altre
generazioni).";
Sempre il due febbraio Anzanello trascrive il seguente dialogo fra due
studenti: "Ma mi brucia, se mi schiacci (il brufolo) ... Cazzo, te me
a'schinzà";.
Commenta il nostro detective della lingua:"In una situazione informale,
passeggiando tra battute e risate, il ragazzo ha minacciato di schiacciare
un brufolo sul viso dell'amica. Contrariata dalla volontà dell'amico,
la
studentessa avverte:'Ma mi brucia, se mi schiacci (il brufolo).'
Nonostante l'avvertimento, il ragazzo compie ugualmente la sua azione.
La
ragazza, per esprimere il suo fastidio, utilizza il dialetto operando
uno
switch interfrasale ed iniziando la frase con una coprolalia: OCazzo,
te me
a' schinzà.' Dal punto di vista fonetico - linguistico si può
dedurre
anzitutto che gli anonimi informatori non sono residenti nella zona di
Venezia, in quanto in una stessa situazione una ragazza veneziana avrebbe
detto piuttosto:'Ti me gà schinsà'.";
La ricerca di Luca Anzanello affronta temi molto seri e specialistici,
ma è
anche uno spunto per riflettere sulle nostre conversazioni di ogni giorno
e
sul perché spesso passiamo dall'italiano al dialetto o viceversa,
o usiamo
parole straniere, o neologismi. Parole e gerghi sono spesso legati alle
nostre emozioni, al tipo di rapporto che abbiamo con la persona che ci
sta
di fronte, all'argomento trattato. Claro che el discorso se faria over
te
top, cioè difficile.
(giugno 2001
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