"Troppo spesso si pubblicano gli amici degli amici"

Andrea De Carlo nelle giornata conclusiva di Scrittori Editori a Nordest lancia un j’acuse contro la grande editoria e dice la sua sul Nordest

SACILE (Pn) - Ieri, a Palazzo Biglia, nella giornata conclusiva della IIa edizione di Scrittori Editori a Nordest, Andrea De Carlo ha spaziato dal Nordest ai problemi dell’editoria. "Vengo spesso a Nordest. Sacile, che non avevo mai visto, è un gioiello, una sorpresa che non si immagina nemmeno dell’autostrada, c’è un equilibrio di volumi, una luce orientale, è sorprendente". Sul luogo comune che vuole il Nordest terra ricca di soldi e non di cultura, De Carlo afferma:"Io credo che esista una cultura standardizzata che è uguale per tutti e che attraversa l’Italia, c’è poi una cultura diffusa e stratificata nel territorio veneto e friulano, e anche nella lingua di queste due regioni che è ricchissima. Altro discorso è la cultura creativa che oggi non vedo, né a Nordest né nel resto d’Italia. Una condizione che ci pone da questo punto di vista ai margini del mondo".

Scarpa, Villalta, Magris, Sgorlon, qual’ è il suo autore preferito a Nordest? "Claudio Magris, che ho incontrato in diverse occasioni e del quale ho letto "Danubio", un libro che ha colto in modo prezioso alcune atmosfere della Mitteleuropa".

Tra le domande rivolte dal pubblico, anche una sul fatto che ci sono troppi scrittori e pochi editori: "Sono d’accordo sul fatto che vengano pubblicati troppi libri. I grandi editori sono due, Mondadori e Rizzoli, due gruppi di potere che interessano molto ai politici per i giornali, non certo per i romanzi. Si pubblicano troppi libri per fare un favore all’amico dell’editor o perché il tal magistrato o il tal giornalista sono amici dell’amministratore delegato. Le stesse case editrici spesso non credono ai libri che pubblicano. Ciononostante l’opera è accompagnata da numerose recensioni. Ma prestate attenzione, quando la recensione si sofferma troppo sulla trama allora vuo dire che il libro non vale nulla e che è stata scritta solo per dovere d’ufficio. Per quanto riguarda i lettori,invece, io ne incontro moltissimi". Infine, Andrea De Carlo ha dato un consiglio agli aspiranti scrittori:"Non credo alle scuole di scrittura creativa, perché propongono un modello. Invece ognuno deve trovare la propria voce, un modo personale di esprimersi. Non è un caso che diversi talenti artistici si siano allontanati da accademie e università.

L’incontro si è concluso con i ringraziamenti del sindaco di Sacile Roberto Cappuzzo e del direttore artistico di "Scrittori Editori a Nordest" Pietro Panzarino.
Mario Anton Orefice
(30 maggio 2005)