"Sam Peckinpah Director Elite"

Comincia con una serie di foto in bianco e nero, in sottofondo la colonna sonora di "Pat Garrett and Billy the Kid", poi le mitragliate di "Bring me the Head of Alfredo Garcia" (Voglio la testa di Garcia). Michelagelo Dalto, direttore di Antennacinema, insieme a Umberto Berlenghini, collaboratore di Rai Cinema, ha scritto e diretto l’unico documentario a livello internazionale che descrive la figura umana di Sam Peckinpah. Uno straordinario atto d’amore di due cinefili che hanno intitolato la loro opera "Sam Peckinpah Director Elite" , giocando con "The Killer Elite", uno dei film del regista canadese. Nel 1969 con "The Wild Bunch" (Mucchio selvaggio) Sam Peckinpah segnò una svolta nella storia del cinema western. Creò un personaggio che diceva alla sua gente: "Se io vado avanti dovete seguirmi, se me ne vado dovete uccidermi, se mi uccidono gli altri vendicatemi". Nelle sue opere mostrò che i cattivi non stanno solo da una parte e che la violenza all’interno della storia narrata spesso è una cifra dell’ambiguità umana. Nuove furono anche alcune soluzioni da lui proposte nel linguaggio cinematografico: il dettaglio alternato al campo lunghissimo e l’uso del ralenti. Ma per tutto questo i cinefili hanno già abbondante materiale bibliografico, quello che non c’era ancora era il ritratto umano di Sam Peckinpah. Un viaggio nel suo modo di essere regista, ma anche un sincero affresco delle sue debolezze e contraddizioni. "L’idea nasce a Padova durante l’edizione 2000 di Antennacinema che presentava la più completa retrospettiva che sia mai stata organizzata sul regista americano", spiega Michelangelo Dalto. Durante quella manifestazione furono raccolte alcune testimonianze di attori come James Coburn o di Fern Lea Peckinpah, la sorella del regista. A queste poi si sono aggiunte nella realizzazione dell’opera quelle di Ali MacGraw, Senta Berger, David Warner, R.G.Armstrong, Susan George, Katy Haber, Martin Lewis, Paul Seydor, Michael Bliss, Gerard Camy e Walter Peter. Un buono, un violento, un uomo prigioniero degli adulatori, un grande artista ma schiavo dell’alcol e della cocaina, un regista che non ammetteva compromessi. "Sam - racconta Armstrong - sul set ci voleva tutti morti, ma io tornerei subito a farmi uccidere da lui". Nel documentario le interviste si alternano ai back stage di "The Wild Bunch" (Il mucchio selvaggio), "Major Dundee" (Sierra Charriba) "Straw Dogs" (Cane di paglia) "The Killer Elite". Inediti gli spot che Peckinpah realizzò con Coburn in Giappone per un’azienda di abbigliamento e che in Occidente non si erano mai visti. Peckinpah li diresse costretto dalla necessità di procurarsi del denaro, nel contratto però inserì la clausola che non potessero circolare al di fuori del Giappone.

"Sam Peckinpah Director Elite", prodotto da Pierfranco Murru e Enrico Carraro della padovana Eos Comm (in questi giorni trasferitasi a Castelfranco), è stato presentato in anteprima al Bergamo Film Meeting e sarà proposto a Skyfilm e a Raisat Cinema. Sono in corso trattative anche con la trasmissione "Fuori Orario" condotta da Enrico Ghezzi e con la rete francese "Cinema Cinema". Per il futuro Michelangelo Dalto ha annunciato due progetti sui registi Don Siegel e Michael Mann.

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, 25 marzo 2005)