| Parliamo di depressione: assalto al convegno In farmacia si vendono più psicofarmaci che aspirine "Tutto esaurito per depressione". Un auditorium con 350 posti a sedere gremito per una serata organizzata dal Soroptimist e intitolata: "La depressione". Fuori, nell’atrio, un’altra quarantina di persone in piedi o sedute sugli scalini ad ascoltare attraverso gli altoparlanti le relazioni degli psichiatri Gerardo Favaretto e Paolo Urbani. Le locandine gialle con la scritta nera "La depressione" avevano fatto capolino da qualche settimana nel centro di Conegliano, attaccate alle vetrine dei negozi di abbigliamento o alle colonne in prossimità dei passaggi pedonali. I nomi dei relatori non erano i soliti nomi degli strizzacervelli televisivi o degli opinionisti dell’anima dei giornali rosa. Eppure martedì sera all’auditorium non c’era una poltrona libera. "Devo essere sincero, stupisce anche me tutta questa gente, si vede che con l’abito buono la depressione viene fuori in quest’epoca di passioni tristi, di nullificazione del valori dell’attesa, come scrivono dei colleghi francesi", commenta Favaretto. Una signora sulla quarantina, elegante e con i capelli tagliati corti, si avvicina agli organizzatori e chiede: "Ma ne farete ancora di incontri simili a questo, sa sarei molto interessata all’argomento". Ma perché tutto questo interesse intorno ad una malattia di cui gli inserti sulla salute dei giornali scrivono frequentemente e di cui in Internet è possibile leggere di tutto e di più (su siti seri, come per esempio www.salutementale.ulss7.it). Come mai quattrocento persone di una apparentemente tranquilla cittadina del Nord Est escono di casa e rinunciano a una serata di svago per riflettere sulla depressione? "Il tema è interessante, ma per quanto mi riguarda ho solo accettato l’invito del club di cui faccio parte", bisbiglia un partecipante alla serata in giacca e cravatta. Una donna con gli occhiali, che assomiglia un po’ a Lina Sotis, confida: "Ne soffro da quando avevo 12 anni, una volta si chiamava esaurimento nervoso, è una sofferenza che può esser compresa solo da chi l’ha provata". "Lavoriamo per una cooperativa di servizi sociali e un appuntamento come questo è legato alla nostra pratica di ogni giorno", dicono alcuni giovani rimasti fuori ad ascoltare. Sono venuti in tanti a cercare di capire come si può uscire dal male di vivere. Secondo le statistiche il 12 per cento della popolazione ha avuto o ha qualche problema di depressione. In una cittadina di 36.000 abitanti come Conegliano il 12 per cento è 4.320, in una regione come il Veneto 540.000. "Dal 90 ad oggi il trend è in aumento, le case farmaceutiche hanno lanciato 13 nuove molecole: fluoxetina, paroxetina, venlafaxina eccetera", sottolinea Urbani. Il 12 per cento per la verità sembra un’esagerazione, in farmacia comunque si vendono più psicofarmaci che aspirine:"Vendo 1500 scatole di aspirine all’anno, senz’altro meno degli psicofarmaci - conferma un farmacista. Solo di Tavor distribuisco 900 confezioni cui vanno sommate quelle degli altri ansiolitici e antidepressivi". Mario Anton Orefice |