| Battiato a Fabrica Treviso - La corte mistica di Battiato si è trasferita ieri a Catena di Villorba. Lui si è presentato a Fabrica poco dopo le 18 in divisa d’ordinanza, cappello, occhialoni e gli inseparabili scarponi da montagna. Si vola subito alto con una serie di contributi video, presi in modo rozzo, "volutamente raf" come dice il moderatore, dalla trasmissione "Bitte keine reclame", per favore niente pubblicità, che andrà in onda a fine marzo su Rai2 alle 23. Si proiettano brani delle interviste di Battiato al regista Alejandro Jodorowsky, che da anni si occupa di tarocchi e dintorni, crede nella guarigione dei riti magici e sostiene che " il sacro è entrare in noi stessi". Seguono altre frasi ad effetto come "Se guardiamo le stelle guardiamo il passato" o la testimonianza di Stanislav Groff, che attraverso esperimenti con acidi lisergici sostiene di aver sperimentato un viaggio simile a quello descritto nel Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti. Sotto lo sguardo dell’art director di Fabrica Renzo di Renzo e dell’amico filosofo Manlio Sgalambro, che recentemente ha dichiarato esaurita la funzione civile degli scritti di Sciascia, Battiato spiega: "Il nostro intento è quello di permettere la conoscenza di modelli differenti, perché se uno si dovesse limitare a quelli proposti dai media si suiciderebbe. È un invito a girare la testa". A un’incauta domanda sui reality show, risponde: "Non ne ho visti più di quattro fotogrammi, comunque non accetto discussioni sul tema, sono una porcheria e non capisco i critici che si divertono ad alimentare tale immondizia. Conosciamo la scadenza dello jogurt". C’è una frecciata anche per i cattolici: "Hanno un uso del linguaggio irriverente quando parlano di Dio, ho sentito dire che il Papa è innamorato di Maria, credo che se vuoi essere cattolico devi lavorare, non basta dire qualche preghiera, ci vuole autodisciplina". Si conclude con gli autografi di rito e con un ricordo veneto: "Quando venivo da queste parti cantavo:"Ghe se chi se mete sempre gli ociai da soe", e sul ponte sventola bandiera bianca. Mario Anton Orefice |