"Soldi e spazzatura" affare senza fine

CONEGLIANO - "Soldi e spazzatura" è l’affaire che riscalda il clima politico coneglianese. "Bolletta rifiuti 2003-2004: 461,90 euro, anzi no, ci siamo sbagliati: 233, 73 euro". Arrivano le prime rettifiche sulle bollette stratosferiche che hanno creato agitazione sulle sponde del Monticano. Il prezzo euro/litro è comunque triplicato passando dai precedenti 0,032 agli attuali 0,091 euro/litro: "Applicando tale corrispettivo alla produzione di rifiuti prevista per Conegliano dal piano finanziario del Cit risulterebbe un introito pari a 5.025.635 euro, cui vanno sommati i 1.255.367 che derivano dalla tariffa fissa per un totale di 6.281.002 euro, contro un bilancio di gestione 2003 previsto dal Cit pari a 3.7000.000 euro", sostiene tra gli altri Paolo Giandon della Margherita,.

La differenza tra previsto e fatturato ammonterebbe quindi a 2.581.002 euro, cioè al famoso "buco" sul quale il consigliere della lista Di Pietro Eduardo Rina aveva alcune settimane fa presentato un dossier che è stato inoltrato alla magistratura. Protagonisti di queste discusse vicende economiche sono il Consorzio per servizi igiene e territorio (CIT) e la sua società partecipata Savno che è l’appaltatrice del servizio rifiuti per Conegliano. Dal punto di vista politico l’opposizione ha chiesto più volte le dimissioni dell’intera giunta comunale, per la quale si è recentemente "sacrificato" l’assessore all’ambiente Giuseppe Buffoni.

Ma come si difende la Savno? Intanto il suo attuale presidente Giampaolo Vallardi ha deciso di non partecipare al consiglio comunale aperto al pubblico che doveva tenersi mercoledì scorso e che dopo la sua rinuncia è stato annullato. In un comunicato la Savno precisa: "Le fatture calcolate in base ai sacchi ritirati all’ecosportello verranno annullate e riemesse con il solo addebito dei sacchetti rilevati tramite le letture delle etichette con il codice a barre. La decisione di addebitare i sacchetti consegnati si era resa necessaria per non far pagare a chi usufruiva correttamente del servizio anche la rilevante quantità di rifiuti conferita senza etichette di identificazione". La giustificazione non appare molto solida perché se il fenomeno degli ecofurbi fosse stato così diffuso e noto, qualcuno avrebbe dovuto intervenire prima, molto prima. Adesso l’unica certezza è, invece, la sfiducia dei cittadini sulla qualità del servizio. Un brutto pasticcio. Per chiarire la questione è stato convocato un summit in Municipio che avrà luogo per giovedì alle 19 con i consiglieri comunali, l’assessore all’Ecologia Paola Mirto, il sindaco Floriano Zambon, l’attuale Presidente C.I.T. Giampaolo Vallardi, l’ex Presidente C.I.T. Giovanni Cesca, l’attuale Presidente SAVNO Riccardo Szumsky e l’ex Presidente SAVNO Giovanni Morona.

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, 20 febbraio 2005)