| Mario botta progetta la nuova Treviso TREVISO - "Non capita tutti i giorni di realizzare un progetto di tale importanza volumetrica". Ha esordito così ieri a Ca’ Spineda l’architetto svizzero Mario Botta sottolineando l’unicità del progetto "Treviso Due, Treviso che cresce" sostenuto da Fondazione Cassamarca. Per il professionista di fama internazionale, che ha firmato il Museo d’arte contemporanea di San Francisco, il Mart di Rovereto e la Nuova Scala: "In Europa è difficile trovare qualcosa di simile. Si tratterà di costruire un nuovo cuore accanto al cuore antico della città". Botta è quindi passato ad illustrare le scelte progettuali tese a creare un luogo bello e di grande vivibilità. Uno dei punti centrali della cittadella "Treviso Due" sarà la piazza che avrà le dimensioni di un campo da calcio: "Il presidente Dino De Poli quando abbiamo parlato del progetto, fra le altre cose mi ha chiesto una piazza che diventasse un luogo d’incontro e fosse frequentata da molte persone". Insomma non uno dei tanti "non luoghi" senza relazioni con il territorio contro i quali si è recentemente schierato Botta. La proposta è di realizzare una piazza interna al complesso residenziale-commerciale, sotto la quale sarà costruito un parcheggio di duemila posti auto: "La piazza sarà dotata di una copertura che consentirà di frequentarla durante tutto l’anno. Stiamo studiando anche la possibilità di variare l’intensità e il colore della luce a seconda delle stagioni. Durante la notte, invece, la copertura diventerà una grande lanterna, mentre dal basso si diffonderà una luce metafisica proveniente dal park sotterraneo attraverso delle feritoie inserite nella pavimentazione. Ci sarà una fontana e sui lati di questo luogo d’incontro ci saranno naturalmente bar, ritrovi, negozi e caffetterie. Lo spazio potrà inoltre essere usato in modo polifunzionale per cerimonie pubbliche e manifestazioni culturali". Dalla piazza, dirigendosi verso viale della Repubblica, si incontreranno le quattro torri, alte non più di trenta metri, che disposte a raggiera consentiranno di gettare lo sguardo sulla campagna retrostante. A chi potrebbe obiettare la mancanza di verde Botta risponde: "Mi sono ispirato alla città medievale, all’interno della quale si godeva della condizione minerale: i mattoni saranno di un rosato molto dolce in pietra di Verona e di Asiago". L’architetto svizzero ha poi ringraziato il presidente di Fondazione Cassamarca: "Un progetto nasce anche dalla committenza e dal suo desiderio di offrire qualcosa di bello, e bello è stato questo incontro ed anche questo momento: è sempre emozionante passare dalla fase di progetto a quella di cantiere". Anche Diego Carron, Mauro Biasuzzi, Claudio e Marco De Eccher, titolari delle imprese edili, hanno ringraziato De Poli promettendo: "I tempi di realizzazione non saranno solo rispettati, ma se possibile accelerati. Faremo del nostro meglio per trasferire concretamente attraverso il nostro lavoro tutta la passione e l’amore per questo progetto espressi dalla Fondazione e dall’architetto Botta". I NUMERI Consegna ufficiale dei lavori per il quartiere "Treviso Due, Treviso che cresce", un’operazione immobiliare del valore complessivo di circa 400 milioni di euro. Attorno al tavolo di Ca’ Spineda oltre a Dino De Poli e Mario Botta, anche i rappresentanti del Consorzio di imprese "Treviso Maggiore": Diego Carron, Mauro Biasuzzi, Claudio e Marco De Eccher. Su un’area di 70.000 metri quadrati saranno costruiti 240.000 metri cubi di edifici, di cui 136.000 destinati a istituzioni pubbliche: si è parlato dell’Ulss, ma anche della Questura e della Camera di commercio. L’altezza degli edifici non supererà i 30 metri e sotto la piazza sarà costruito un parcheggio per 2.000 posti auto. Domani, alle 11.30 si svolgerà la cerimonia d’inaugurazione dei lavori che dureranno 4 o 5 anni: "Non forzeremo, la realizzazione deve avvenire nei tempi giusti", ha detto De Poli. Mario Anton Orefice |