Piccola comunita’: buco da 300.000 euro

I soldi sottratti all’ente che accoglie i tossicodipendenti e i malati di mente.

CONEGLIANO (Tv) - Trecentomila euro sottratti dalle casse di una comunità che accoglie i tossicodipendenti e i malati di mente. Il caso è scoppiato ieri a Conegliano con il j’accuse di don Antonio Zuliani, da gennaio nuovo presidente del consiglio di amministrazione della "Piccola comunità": 55 ospiti e tre case-accoglienza a Conegliano, Fontanelle e Ponte di Piave.

"Il signor Luciano Gallo è stato costretto a dimettersi perché "esposto in operazioni finanziarie azzardate, arbitrariamente condotte all’insaputa del consiglio di amministrazione". Lucano Gallo si è difeso cui ora spetta il compito di procedere legalmente nei suoi confronti nonché quello, urgente, del risanamento contabile legato al credito morale da ricuperare". Parole pesanti come pietre contro il broker assicurativo che aveva ricoperto la carica di presidente da aprile 2003 fino a dicembre dello scorso anno. Una delle sue poche uscite pubbliche fu l’organizzazione a gennaio del 2004 di un incontro con il viceministro di A.N. Adolfo Urso sul tema "Droga libera o droga punita?".

Raggiunto telefonicamente, Gallo si è difeso: "Il buco è frutto di una cattiva gestione precedente. Ho dato le dimissioni perché si trattava di una situazione insostenibile e nei prossimi giorni rilascerò un’intervista". Viene però da chiedersi come mai non abbia denunciato subito la situazione. Non solo. La sua affermazione si presterebbe a ribaltare le responsabilità sulla gestione di don Gigi Vian che oggi vive a Belluno e che nel 1974 fondò la "Piccola".

"Ma quale buco, i soldi sono stati presi e basta, se c’è un buco invece non c’è nulla da prendere", si indigna don Zuliani che dal 1984 ha sempre lavorato a fianco di don Gigi Vian: "Dobbiamo impegnarci affinché il patrimonio morale ed educativo, deposto in noi dall’iniziativa evangelica-sociale di don Luigi Vian, cui va tutta la nostra riconoscenza e cui serbiamo intatto il posto in seno al Cda , non solo non si attenui ma si rinvigorisca e si promuova a merito di chi crede di potersi impegnare in questa partita di richiesta umana".

Una partita alla quale potrebbe non essere estraneo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che è amico di don Antonio Zuliani e che nel luglio del 2000 scelse proprio la Piccola comunità per raccontare ai ragazzi che la frequentavano la sua vittoria contro un tumore". Don Antonio lo conobbe nel 1960 a Bolzano, quando dirigeva l'Opera Salesiana e Silvio era in Alto Adige per il servizio militare: "Uomo dai forti e sicuri principi, mi domandò di poter fare uso di un luogo dove ritrovarsi nei momenti liberi". Un legame che non si è mai interrotto e che è forte anche con il fratello Paolo Berlusconi. Alla domanda se ci sarà un intervento di Berlusconi, don Antonio risponde: "Chiunque può essere d’aiuto. Ma non sarò io a batter cassa, non è nel mio stile. Come diceva Don Bosco, se il bene è documentabile e visibile, i soldi prima o poi arriveranno".

Un filo d’ironia pervade, infine, il commento sulla sua discesa in campo per sostenere la comunità in questo difficile momento: "Pensavo che a ottantaquattro anni mi spettasse la poltrona, invece mi hanno messo al volante. Per fortuna posso contare sulla condivisione responsabile dei membri del consiglio di amministrazione e di un centinaio di soci".

Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, 16 gennaio 2005)