| Via il terreno contaminato
dalla ex Zanussi
Conegliano - Piano di bonifica da rifare all’ex area Zanussi per
smaltire il terreno contaminato dai 50 anni di lavorazioni industriali.
Questo l’esito della Conferenza dei servizi svoltasi ieri in Municipio.
Non è passata la soluzione dei “sarcofagi” in cemento
armato che avrebbero dovuto isolare in loco i terreni di fonderia contenenti
metalli pesanti e idrocarburi. L’ ipotesi sostenuta dalla Conegliano
iniziative immobiliari era fortemente contestato dal Centrosinistra e dai
tecnici dell’Arpav e della Provincia che ieri non si sono presentati
alla riunione. La loro posizione è chiara: per legge quelle terre
devono essere completamente rimosse. Per decine di anni si sono impregnate
degli scarti e delle polveri della fonderia della Zoppas, la fabbrica che
negli anni cinquanta cambiò il volto di Conegliano e del suo hinterland;
poi, nel 1970, fu acquistata da Lino Zanussi.
Favorevole a una bonifica radicale anche il direttore del Dipartimento
di Prevenzione dell'Uls 7 Sandro Cinquetti: “Quelle terre devono
esser rimosse non perché rappresentino un pericolo immediato - si
tratta di terre di fonderia sparse a macchia di leopardo e non in profondità -
ma perché una volta cominciate le costruzioni non si avrebbe più la
possibilità di effettuare l’operazione”. Esiste un pericolo
per i residenti? “No. In presenza di cedimenti del terreno il pericolo
potenziale è per la falda sottostante. L’attuale assetto comunque
non desta preoccupazioni”. Alla Conegliano iniziative immobiliari
e al Municipio Sandro Cinquetti ha suggerito un’ulteriore soluzione
con la quale, come si dice, si prenderebbero due piccioni con una fava: “Più del
terreno contaminato della Zanussi, mi preoccupa la situazione dell’ex
discarica delle Fosse Tomasi che non è stata ancora impermeabilizzata:
quando piove si forma del percolato che inquina la falda sottostante. Il
terreno argilloso contaminato e l’argilla buona dell’ex area
Zanussi potrebbero essere utilizzati per “mettere il cappello” alle
Fosse Tomasi. I vantaggi sarebbero più d’uno: la messa in
sicurezza della discarica, il ripristino ambientale di entrambe le aree,
un ridotto costo economico per l’impresa che dovrebbe spostare il
terreno di poche centinaia di metri invece che trasportarlo ai cementifici
per lo smaltimento”. Il progetto Cinquetti richiede però non
solo l’impegno della società immobiliare, ma anche quello
del Comune che dovrebbe varare un vero e proprio piano di ripristino ambientale
per le ex Fosse Tomasi. L’appuntamento per discutere la decisione
migliore è rinviato a gennaio del prossimo anno.
Mario Anton Orefice
(dicembre 2004)
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