MARCO E MONICA AL KUMBH MELA
Due coneglianesi raccontano la loro avventura indiana

Loro c'erano. Alla straordinaria adunanza del Kumbh Mela, svoltasi a gennaio
ad Allahabad, in mezzo a settanta milioni di persone, c'erano anche Marco
Del Missier, 35 anni, e Monica Franceschin di 30. "Provengo da una famiglia
che ha l'India nel sangue", racconta Marco, "Forse, insieme ai miei
fratelli, devo questa passione a mio padre che dopo la seconda guerra
mondiale rimase in India prigioniero degli inglesi fino al O46. Mia sorella
Daniela Del Missier, invece, è la presidente della sezione locale
dell'Angolo dell'avventura (tel.0438/34911)". Comincia il viaggio. "Siamo
partiti il 20 gennaio da Venezia e dopo otto ore siamo arrivati a Nuova
Dehli alle due di notte.Ci siamo subito immersi in quello che era un flusso
di persone, una folla immensa, un mare di gente con un'unica destinazione:
Allahabad. Noi dovevamo salire su due treni e chi è stato in Iandia sa che
una delle cose più difficili da capire è se ti trovi sul treno giusto." Come
sono i treni in India? "Noi viaggiavamo in seconda classe: le panche sono di
legno e abbastanza strette, ai finestrini ci sono due sbarre di ferro per
impedire che la gente salga o scenda in modo alternativo, al soffitto ci
sono diverse ventole, ma non tutte funzionano, e poi l'odore, l'odore
dell'India è un odore di spezie, dopo un po' anche il caffelatte ha il
sapore del curry in India." Continuiamo il viaggio. "Sì, lungo il percorso
ci siamo imbattuti spesso in persone che volevano venderci delle bottiglie
di plastica vuote per raccogliere l'acqua sacra del Gange. Ecco, quello dei
mestieri strani è un altro aspetto particolare dell'India. Puoi incontrare
anche il "pulitore di orecchie", con tanto di referenze e agenda con i nomi
dei clienti italiani soddisfatti per il suo servizio.
Ad Allahabad siamo arrivati in tempo per non perdere il giorno ritenuto più
importante dai fedeli, e quindi anche il più affollato, il 24 gennaio. Ma le
foto e il racconto non riescono a rendere bene che cosa significhi veder
riuniti settanta milioni di uomini. Noi ogni giorno dovevamo percorrere
dieci chilometri da Allahabad alle porte dell'area santa alla congiunzione
dei fiumi Gange e Yamuna: cinquanta chilometri quadrati di tende, indiani e
turisti. Il Kumbh Mela è anche la festa religiosa in cui i fedeli scelgono
il proprio guru." C'erano anche gli occidentali convertiti? "Moltissimi, ed
alcuni con atteggiamenti esagerati, per esempio delle donne si sono
completamente denudate per bagnarsi nel Gange, un'indiana non lo farebbe
mai, altri urlavano. Noi non siamo andati lì alla ricerca del nostro guru,
abbiamo raccolto un po' d'acqua per ricordo."
Per dormire e per mangiare? "Siamo partiti con l'intenzione di spendere
poco, tolto il biglietto dell'areo, che è di circa un milione e mezzo a
testa, abbiamo vissuto per un mese in India con un milione. Più o meno con
cinquemila lire si pranzava, e dalle quattro alle diecimila si dormiva. Il
cibo indiano è buono, anche se noi abituati alla cucina italiana qualche
difficoltà la incontriamo. Mettono il coriandolo dappertutto, dalle patate
agli stufati, nei piatti di semolino e nelle verdure. Per salvarci dal
coriandolo dicevamo sempre:"Nain Danìa" (coriandolo ndr)". L'acqua minerale
più diffusa è italiana, ed è la Bisleri, proprio quella della Ferrochina, la
Vespa è lo scooter nazionale, e le vecchie Millecento sono i loro taxi."
Alcuni consigli per chi vuole trascorrere una vacanza in India? "Comprare
per prima cosa una guida Lonely Planet, chiedere il visto all'ambasciata,
sottoporsi alla profilassi antimalarica, vestirsi "a cipolla", cioè
maglietta, felpa leggera, giacca a vento in modo da non avere problemi nelle
diverse situazioni climatiche, e infine dei dollari nel portafoglio." Una
considerazione finale? "Dopo qualche settimana che sei in India cominciano a
mancarti le comodità, i paesaggi e gli affetti di casa, ma appena scendi
dall'aereo a Venezia senti dentro di te la nostalgia perciò che hai
lasciato."

IL KUMBH MELA e ALLAHABAD

"Kumbh" significa "brocca" e "Mela" significa brocca. Il rito del Kumbh Mela
si svolge ogni dodici anni e consente a chi si bagna nel Gange di
interrompere il ciclo delle reincarnazioni e raggiungere la salvezza
spirituale. Si narra che gli dei e i demoni lottavano per la brocca che
conteneva il nettare dell'immortalità. Vishnu riuscì a rubarla e la portò
con sé, poi gli dei, dopo una battaglia durata 12 giorni, riuscirono a
impossessarsi della brocca e a berne il nettare. Durante la battaglia, però,
quattro gocce di nettare caddero ad Allahabad, Haridwar, Nasik e Ujjain. Il
Mela si tiene a rotazione in queste quattro città ogni 12 anni, poichè un
giorno degli dei corrisponde ad un anno degli uomini. Allahabad fra queste
città è considerata la più importante perché vi confluiscono il Gange, lo
Yamuna e le acque del fiume invisibile Saraswati.
(maggio 2001)