| "Requiem per una città" CONEGLIANO - "Requiem per una città" che sta costruendo 1.400.000 metri quadrati di palazzoni a due tre piani, stile edilizia selvaggia anni settanta, al di fuori di qualsiasi logica estetica e di mercato. Un j’accuse che la sinistra di Conegliano presenterà questa sera in Corte delle Rose ai cittadini con la proiezione del CD multimediale intitolato "Requiem per una città". Il tono è ironico, ma il panorama che si gode dal Castello fa riflettere: circa tredici le le gru che svettano sui tetti, poco verde, nessun nuovo edificio di particolari qualità architettoniche. Le foto sono accompagnate da commenti come "arredo urbano zincato tipico di Conegliano", "forte presenza di 26 alberi su 3000 metri quadrati di parcheggi", "via Vital: non si vede più il Castello", "giardini pubblici negli ultimi 6 anni: zero". Ma la logica di questo novello "boom edilizio" sfugge alle previsioni di mercato: per assorbire gli appartamenti che si stanno costruendo la città dovrebbe crescere di 5/8000 persone, invece secondo un’indagine sociodemografica nei prossimi dieci anni Conegliano passerà da 35.000 a 30.000 abitanti, mentre l’unico centro per il quale si prevede una crescita è Castelfranco Veneto. "Quando chiediamo alla maggioranza gli indicatori della qualità della vita - per esempio aree verdi, mancanza d’inquinamento atmosferico e acustico - non ci rispondono", denunciano Chiellino, Borsoi, Colmagro, Billa, Patelli, Feltre, Botteon, Rina e Zanardo. "Invece di costruire sequenze di cubi con due balconi e tre finestre, perché non è stata affidata ad architetti come Frank Gehry o Renzo Piano la realizzazione di un polo museale o tecnologico di grande richiamo nell’area Zanussi? Sembra che a Conegliano le uniche cose alte rimaste siano le gru". "Requiem per una città" si conclude con la richiesta di dimissioni dell’assessore all’urbanistica Alberto Maniero che sarà presentata lunedì prossimo in consiglio comunale. Mario Anton Orefice (Corriere del Veneto, 25 giugno 2004) |