| Alla ricerca
dell’aereo perduto SUSEGANA - Alla ricerca dell’aereo perduto e con il progetto di un "Museo del Piave". Una coppia di imprenditori con la passione per il volo e per la Grande Guerra stanno cercando i resti dell’aereo guidato dal tenente Luigi Gori e dal capitano Maurizio Pagliano ai quali è intitolato l’aeroporto militare di Aviano, una delle più importanti basi Nato d’Europa. Diotisalvi Perin, che dirige l’omonima azienda di gruppi elettrogeni e Giancarlo Zanardo, amministratore insieme ai fratelli dell’Impa vernici, nonché pilota, costruttore e collezionista di aerei storici, vogliono scoprire il luogo esatto in cui il 30 dicembre del 1917 sulla "linea del Piave" cadde l’aereo guidato da Gori e Pagliano: un bombardiere "Caproni Ca.3" che fu usato dai due piloti di D’Annunzio anche per bombardare Pola. Perin, che è anche fautore del "Comitato Imprenditori Veneti Piave 2000", ha inviato una lettera ai sindaci dei comuni di Santa Lucia di Piave e di Susegana chiedendo che lo aiutino nelle ricerche, in modo da poter organizzare per il prossimo 30 dicembre, nell’ottansettesimo anniversario, "un’adeguata commemorazione dell’evento insieme alle rappresentanze degli stati a cui appartenevano i contrapposti eserciti". Per adesso l’unica traccia è un rapporto militare del 18 febbraio del 1919 in cui si afferma: "La tomba dell’equipaggio si trova a sinistra della strada che da Susegana va a Santa Lucia di Piave, pochi metri a nord della campestre che si stacca dalla strada che va dal quadrivio di C. Lovera alla contrada Casoni. La tomba presenta dimensioni di larghezza sufficienti per la sepoltura di un solo cadavere, però è in rialzo sul terreno di una trentina di centimetri e ciò lascia presumere che i caduti siano stati sepolti in profondità. Alcuni del luogo affermano per altro che lo scavo sia poco profondo, ma è da ritenere che, essendo il Caproni caduto in fiamme, gli aviatori siano stati raccolti in pietose condizioni tanto da non poterli tumulare isolatamente. Attorno alla tomba si trovano soltanto i resti dell’ossatura metallica dell’apparecchio..." La ricerca del "Caproni" di Gori e Pagliano rientra in un progetto più grande ed ambizioso: "Da anni stiamo sollecitando le amministrazioni di Susegana, Nervesa e Santa Lucia affinché realizzino un "Museo del Piave e della Grande Guerra" - dice Perin. Noi come Imprenditori Veneti Piave 2000 siamo pronti: abbiamo i magazzini pieni di testimonianze dell’era paleolitica; della Serenissima, come le mole in pietra che dalle zattere provenienti da Belluno si rovesciavano nel fiume; della Grande Guerra: carri che trasportavano le bombe per i cannoni, le fotoelettriche della contraerea e centinaia di altri reperti". Mario Anton Orefice (Corriere del Veneto, 2 giugno 2004) |