| In 10.000 per il Giro SAN VENDEMIANO - Erano in 10.000 a San Vendemiano e almeno 50.000 lungo il percorso trevigiano della quindicesima tappa del Giro d’Italia. Il popolo degli appassionati, complice una splendida giornata di primavera, ha salutato festosamente i campioni delle due ruote. Nel piccolo paese di San Vendemiano trasformato per un giorno nella cittadella del Giro, l’unica cosa riconoscibile era il campanile della parrocchia. Il Municipio è scomparso dietro le tribune dell’arrivo, la scuola elementare è stata trasformata in headquarters per i 150 giornalisti, gli ospiti e le 2000 persone che seguono a vario titolo l’evento, il piazzale della chiesa si è coperto di bancarelle e palchi mobili per la musica e i videogiochi. Cominciate domenica sera, le operazioni di insediamento delle truppe sportive sono proseguite per tutta la mattina sotto l’occhio vigile dell’Associazione Carabinieri di Treviso coordinata da Giuseppe Gottardi, che da 5 anni segue il Giro vegliando sulla sicurezza e sulle operazioni logistiche. Nel primo pomeriggio tutto è pronto. Maxischermi e televisioni piazzate in ogni angolo rimandano le immagini dei corridori in arrivo. Sguardi curiosi cercano un conoscente, gli addetti agli ingressi diventano più severi, spuntano telefonini e agende elettroniche, insomma ognuno, a modo suo, diventa protagonista dell’evento. Una coppia di signori affacciata a un balcone si protegge dal sole con un ombrello e da un condominio pende un lenzuolo che ricorda un campione sfortunato: "Il giro sulle nostre strade, Pantani nel nostro cuore". Le ragazze Cynar, abbronzatissime, vestite di rosso con minigonne millimetriche sfilano lungo la linea d’arrivo, gli uomini si distraggono. Gli altoparlanti raccontano che cosa succede in gara e le informazioni si confondono con le voci degli imbonitori, nei loro furgoni vendono "il completo rosa del giro con il cappellino e il portachiavi in omaggio". Si arrangiano in modo più originale Luis della spagnola Alicante e Nannì dall’argentina Buenos Aires con le loro biciclette-souvenir in filo di ferro e plastica colorata. Punto vendita più "impegnato" quello allestito dagli amici della della scuola materna San Pio X, che propongono le magliette realizzate dai più piccoli per comprare nuovi banchi e seggioline. Raccoglie soldi anche la "Lotteria in rosa" 20.0000 biglietti per un montepremi di 36,500 euro, 60 premi con estrazione il 5 luglio a San Vendemiano. All’ombra di un albero aspetta i suoi beniamini Davide, classe 1922 da Briana di Noale. Da mezzo secolo gestisce il bar Olivi e ogni anno organizza un pullman per seguire il Giro. Tribuna d’onore, invece per il sindaco di San Vendemiano Guido Dussin che ricorda: "Ho sempre avuto la passione per la bicicletta, ma a 14 anni ero già alto un metro e 90, quindi mi toccò il basket. Ma ogni tanto riuscivo a "rubare" la bici a mio fratello per andare a correre sulle colline". C’è anche l’assessore regionale alla Sanità Fabio Gava: "È dai tempi dell’università che non vedo più una finale di tappa dal vivo. Dovevo andare a Roma, poi alle 10,30 di questa mattina è saltato l’impegno e il pomeriggio è diventato inaspettatamente libero". Luca Zaia, il presidente della Provincia, è già nel 2008: "Ho parlato con l’avvocato Castellano, il patròn del Giro, per organizzare i mondiali di ciclismo nel 2008, subito dopo quelli di ciclocross programmati per il 2007. L’itinerario si snoderà lungo le strade del Prosecco e dei vini del Piave". Attende Moser e Zandegù per portarli in biblioteca l’assessore Roberto Favaretto di Colle Umberto: c’è la presentazione del libro su Ottavio Bottecchia, "Botescià - bicicletta e coraggio" di Giuliana Fantuz. Ma adesso silenzio, c’è il Giro, mancano tre chilometri e i protagonisti sono loro. Mario Anton Orefice (Corriere del Veneto, 25 maggio 2004) |