Business in USA

CONEGLIANO - Quali sono i vantaggi per chi investe nelle "empire zones" nello stato di New York? E quali sono le condizioni di favore per chi opera nelle "enterprise zones" della Florida? Sono tante le domande a cui risponde la nuova guida "Business in Usa" realizzata dall’American Chamber of Commerce in Italy, pubblicata per i tipi del Sole 24 Ore e scritta per metà nel Veneto. E’ toccato infatti all’avvocato internazionalista Maurizio Gardenal con studio a Conegliano e Milano curare la parte relativa ai contratti, alle responsabilità del produttore e al sistema statunitense degli incentivi. "Dopo gli eventi della'11 settembre 2001 si è modificato il modo di porsi del Governo di Washington nei confronti del mondo esterno e, in particolare, si sono accentuate le forme di controllo nei rapporti internazionali con particolare riferimento alle prassi commerciali e ai contratti", afferma Gardenal.
" Inoltre si è accentuata la crisi economica interna al Paese e ciò ha convinto il Governo federale e i singoli governi statali ad incrementare le forme di incentivo agli investimenti stranieri". Per esempio, lo stato di New York mette a disposizione dell'imprenditore d’oltereoceano quattro diverse tipologie di crediti se sceglie di avviare la propria attività nelle aree economicamente difficili, le cosiddette "empire zones". Mentre in Florida nelle "enterprise zones", 31 aree destinate all’espansione delle piccole e medie imprese, esistono almeno otto forme di agevolazioni finanziarie e fiscali.
Una particolare attenzione è riservata alle norme sulla responsabilità del produttore che sono molto più severe che da noi: vengono illustrati i recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di products' liability alla luce di alcuni casi concreti. Maurizio Gardenal su questo delicato tema segnala una check list di accorgimenti per chiunque intenda produrre o commercializzare prodotti in Usa. Un percorso che comincia dalla progettazione (design specifications), impone di formulare determinate avvertenze per la commercializzazione (duty to warn) e si estende fino al post vendita con il recall (ritiro del prodotto del mercato).
Mario Anton Orefice
(aprile 2004)