Raddoppia la mensa dei poveri

CONEGLIANO - Raddoppia la mensa dei poveri.
Lavori in vista al Convento dei frati cappuccini: i posti a tavola per chi cerca un pasto caldo non bastano più. Da venti persone al giorno si è passati negli ultimi mesi a quaranta. Venerdì la cucina proponeva tortellini ai quattro formaggi, pesce, frittata, formaggio, dolce e pane e vino in quantità. C'è bisogno di un nuovo refettorio e anche il Lions cittadino si è
mobilitato per dare un sostegno. "E' un segno dei tempi - commenta fra
Giovanni. Sono sempre di più e c'è anche qualche giovane nostro. Mi viene in mente una ragazza di 17 anni che è stata portata al carcere di Santa Bona perché aveva rubato. Ma cosa vuoi che avesse rubato? Aveva preso qualcosa perché non sapeva più dove sbattere la testa. Ce ne sono tanti che finiscono in carcere, io poi vado a trovarli, perché ci si affeziona ai fratelli meno fortunati.
Fino all'estate scorsa i nostri ospiti erano marocchini, ganesi, camerunensi, nigeriani, e alcuni italiani. Ma negli ultimi mesi il gruppo
si è modificato ed è cresciuto. Sono arrivati albanesi, moldavi, macedoni.
Molte le donne dell'Est che cercano di mantenere la loro famiglia lavorando come badanti. Ma c'è anche Maria che ha 27 anni, viene dalla Moldavia ed è un medico pediatra, ma per ora il suo titolo non è riconosciuto in Italia.
Io ho ottant'anni e provengo da una generazione che non era abituata alla
convivenza di tanti popoli. Durante il pranzo gomito a gomito ci sono 8
etnie diverse e almeno tre confessioni religiose: cattolici, ortodossi e
mussulmani. In ogni persona c'è un dramma, e la fame non è solo fame di
pane, ma soprattutto di amore e di dialogo. Una giovane mamma si è messa a piangere quando le ho regalato una piccola bambola per la sua bambina. In quei momenti che capisci quanto sia importante un gesto o una parola di
comprensione".
Anche se gli ospiti si adattano a pranzare in piedi o pigiati uno accanto
all'altro, per i frati è arrivato il momento di ingrandire questo crocevia
di esistenze in difficoltà.
Il nuovo progetto prevede la ristrutturazione di un locale nell'ala nord, in
modo da aggiungere due tavoli da dieci a quelli già esistenti. Qualche
contributo manca ancora e sull'approvazione del progetto si sta discutendo, ma è certo che si farà entro l'anno. Per i cappuccini l'ospitalità nei confronti di chi si trova in uno stato di bisogno è sacra. Nel convento di Mestre, per esempio, vengono serviti 250 pasti al giorno, mentre a Verona gli ospiti sono150. Conegliano, inoltre, non è solo un punto di riferimento per chi cerca un pezzo di pane e un po' d'amore, ma nel convento si distribuiscono anche vestiti e c'è la possibilità di fare un bella doccia calda. L'impegno verso il prossimo comprende la particolare infermeria dedicata frati anziani che rappresenta un centro di riferimento per il Veneto e per Friuli, e che ora ospita il più anziano frate cappuccino del Veneto: il novantanovenne fra Alberto Bertoldo.
Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, marzo 2004)