| Scrittori a nord est CONEGLIANO - Gli insegnanti incontrano gli scrittori. Ha preso il via ieri il corso di aggiornamento “Paesaggio del Nord-Est e letteratura” organizzato da Pietro Panzarino e Stefano Colmagro. L’obiettivo è quello di studiare, attraverso la voce di poeti e narratori, le trasformazioni radicali avvenute in questi anni , spesso accompagnate da alterazioni dell’ambiente naturale e dal caos costruttivo della provincia. Il 16 febbraio Gian Mario Villalta parlerà di “Paesaggio e poesia” e interverranno: Luciano Cecchinel, Stefano Dal Bianco, Igor De Marchi. Il 15 marzo Liana Martone introdurrà il tema “Paesaggio e narrativa” e parteciperanno: Gianfranco Bettin, Tiziano Scarpa e Vitaliano Trevisan. Ieri, dopo l’intervento di Pietro Panzarino su “Federalismo scolastico e programmazione autonoma”, Cesare De Michelis, presidente della Marsilio e docente di Economia e organizzazione delle imprese editoriali all’Università di Padova, ha introdotto le questioni metodologiche e critiche della letteratura del Nord-Est. “ Gli insegnanti dovrebbero cercare di sfuggire alla tentazione dello struzzo di fronte a una letteratura che, come la società, non è in grado di dare risposte. Non sappiamo più ciò che è bene e ciò che è male. Se a Marghera gli operai del Petrolchimico denunciavano le morti per cancro, a Treviso le sarte che lavoravano per Benetton gioivano perché avevano trovato l’America. Dopo, questo Veneto, prima che capissimo che cosa stava accadendo, è entrato in crisi. Il numero delle pagine e delle testimonianze è aumentato perché la comprensione si allontanava. Nelle mie letture non ho incontrato il romanzo del Nord-EST, ma voci che si interrogano in modo diverso: Bugaro, Covacich, Franzoso, Bettin, Ferrucci (per un panorama completo segnalo “Il ‘limes’ e la casa degli specchi” di Saveria Chemotti). La tentazione di fronte a una letteratura poco rassicurante, potrebbe essere quella di rifugiarsi negli autori impegnati nel “filò della civiltà contadina”: Rigoni Stern, Meneghello, Coltro, Barbaro, Tomizza, Sgorlon. Mario Anton Orefice (Corriere del Veneto, gennaio 2004) |