LE SQUADRE SALVAROSPI

CONEGLIANO - Nelle fiabe i rospi si trasformano in principi con un bacio, nella realtà c'é chi li salva dalla morte con un secchio.
Le squadre salvarospi si danno appuntamento ogni sera verso le otto a Revine Lago, angolo nordest della provincia di Treviso. Obiettivo: traghettare torme di bufo bufo (nome scientifico del rospo) da una parte all'altra della strada. Armi a disposizione: un secchio con un po' d'acqua, una torcia elettrica e dei guanti. La ricerca si svolge in modo veloce lungo il lato della strada.
Passato l'inverno, gli anfibi escono dal letargo e si dirigono dai boschi verso i laghi a valle per riprodursi. Le femmine sono molto più grandi dei maschi e, nel viaggio, se li caricano in spalla. Vivono di notte e quindi è sul far della sera che cominciano ad attraversare le strade.
Adriano, faccia magra e pizzo garibaldino, è in azione dal primo marzo. Alcuni iscritti della Lac (la lega anticaccia), gli avevano segnalato il problema. Lui ha passato parola fra amici e parenti, e ci sono sere in cui si trovano in venti a trasportare rospi. Sul Montello, lungo la strada panoramica che da Nervesa sale a Ciano del Montello, c'è invece Monica che segue le operazioni insieme a un'altra compagnia di traghettatori. Accanto agli aspetti pratici del servizio, durante gli incontri non mancano le riflessioni filosofiche sulla superiorità della femmina. E' lei che porta a spasso il maschio ed è lei che depone fino a 10.000 uova che si trasformeranno in girini. Al maschio rimane la consolazione del canto con il quale attira le "rospe" nei luoghi di riproduzione.
Fino ad oggi i volontari sono riusciti a salvare 15.000 esemplari di bufo bufo. Chi desiderasse unirsi ai gruppi di soccorso anfibio può telefonare a Adriano (347/5931683) o a Monica (347/0827639).
Oltre ai secchi e alla buona volontà, comunque, servono delle reti, dei tunnel, dei piccoli sottopassaggi che rendano sicura la traversata. In Olanda hanno realizzato perfino dei ponti biologici sulle superstrade. I dati statistici parlano chiaro: in Europa (soltanto per quanto riguarda i grandi mammiferi) gli incidenti tra animali e autoveicoli sono 507.000 all'anno, con 300 morti, 30.000 feriti e circa 1 miliardo di euro di danni. La stima corrispondente per ciascuna provincia italiana è di circa 100 incidenti all'anno.
Il rospo burocratico è stato girato all'assessore provinciale all'ambiente Muraro e ai sindaci dei comuni ineressati alla migrazione di anfibi e di altre specie faunistiche. La risposta più concreta è arrivata dalla signora Puppinato, sindaco di Montebelluna, che ha fatto installare delle reti.
I tunnel e i ponti biologici consentirebbero non solo ai rospi, ma anche ai ricci e a tanti altri animali di spostarsi in libertà da un territorio all'altro. Una delle condizioni fondamentali della cosiddetta biodiversità, o più semplicemente dell'equilibrio dell'ambiente naturale.
Mario Anton Orefice
(Corriere del Veneto, aprile 2003)