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I cento anni della Cedam in mostra al Pedrocchi
A Padova un'interessante esposizione racconta la storia della casa
editrice fondata da Antonio Milani.
Antonio Milani e Francesco Carnelutti sorseggiano un caffè al
Pedrocchi, a due passi dall'Università in cui insegnarono
Galileo Galilei e Concetto Marchesi. Siamo negli anni trenta, l'inferno
della seconda guerra mondiale non si è ancora affacciato nella
vita dei due amici. I loro nomi sono molto conosciuti in città,
in particolare nell'ambiente universitario. La Cedam, Casa editrice
dottor Antonio Milani pubblica le Lezioni di procedura civile del professor
Carnelutti, uno dei più grandi giuristi italiani. Fra editore e
autore non c'è solo un rapporto di lavoro ma, come spesso
accade, è nata una solida amicizia che coinvolge anche Marzio e
Giovanni, i fratelli di
Antonio. Un legame profondo che Francesco ricorda con nostalgia in una
sua lettera del 17 luglio 1945 a Marzio Milani: "Caro amico - scrive
Carnelutti da Milano - la sua lettera del 28 giugno così semplice
e cordiale mi ha fatto molto piacere, malgrado che siano passati molti
anni dall'inizio dei nostri rapporti quando io ho pubblicato il primo
volume delle Lezioni; mi pare di ieri e i miei sentimenti verso di lei,
i suoi fratelli, la sua casa, sono diventati sempre più amichevoli
ed affettuosi." Al Pedrocchi si poteva incontrare anche il professor
Vittorio Polacco, rettore dell'Università, che all'inizio
disapprovò l'innovativa impresa di Antonio Milani. Era il
1902, un'epoca in cui non tutti gli studenti avevano la possibilità
di seguire con costanza le lezioni, soprattutto quelli che provenivano
da fuori città o da altre province. Antonio Milani si era appena
laureato in scienze naturali ed ebbe l'intuizione di dare una forma
e un ordine agli appunti che gli studenti prendono durante le lezioni.
Nella sua abitazione di via Porciglia, dalla quale intravedeva le volte
della Cappella degli Scrovegni, nacquero così le prime dispense
universitarie: dei quaderni
redatti a mano e litografati nei quali venivano riassunti i concetti e
le
nozioni più importanti delle lezioni. Strumenti di studio molto
graditi agli studenti, meno ai docenti, fra cui il professor Vittorio
Polacco che scrisse nella prefazione di un suo libro: "A ciò
mi ha costretto il dilagare delle litografie, così funeste all'insegnamento
universitario." Qualche anno più tardi, però, l'austero
docente si convinse dell'utilità di quei quaderni e favorì
la collaborazione con il corpo docente si . Nel 1907 Antonio Milani stampa
il primo catalogo firmando con il nome "Motolitografica" Officina
Grafica Milani e chiede ai fratelli Marzio e Giovanni ad aiutarlo nell'attività
editoriale. La "Motolitografica" continua a crescere e negli
anni venti inaugura nuovi uffici e cambia nome diventando la Casa Editrice
Dottor Antonio Milani. La sua storia ha attraversato il Novecento accompagnando
gli studi di milioni di italiani. Un racconto complesso che l'attuale
mostra curata da Giovanna Milani, nipote di Antonio, ripercorre in un'atmosfera
di piacevole semplicità (Caffè Pedrocchi, fino al 3 novembre,
tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, info 049/8239154, info@cedam.it).
Fra le ricercate architetture del piano nobile si incontrano i ritratti
di
famiglia, le amichevoli lettere degli autori che hanno contribuito alla
fortuna della Cedam, le prime dispense, una raccolta di libri, un vecchio
torchio, i caratteri tipografici in bronzo, una pietra litografica e altre
attrezzature tipografiche d'epoca, i calendari Cedam degli anni trenta
e quaranta. La sala gotica è dedicata ai papiri di laurea che la
casa editrice stampava per gli studenti: spiccano i nomi di Cesare Musatti,
padre della psicoanalisi italiana, definito il "folle puro",
del giurista Alberto Trabucchi e del sociologo Sabino Acquaviva. In uno
di essi si legge: "Vivere non est necesse, divertirse necesse est".
Anche per costruire un successo duraturo, come quello della famiglia Milani,
è necessario divertirsi nel proprio lavoro.
Mario Anton Orefice
(ottobre 2002)
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