"La Zanussi lascia Conegliano"

CONEGLIANO (Tv) ­ Traslocano i dipendenti Electrolux Zanussi di via Cesare Battisti. "Nell'ex area Zanussi insieme agli stabilimenti si demolisce un pezzo di storia. Di quella che fu una volta la Zoppas verrà cancellato tutto, non rimarrà uno straccio di muro a ricordare l'azienda che ha cambiato nel bene e nel male le sorti del Coneglianese, né rimarranno le duecento persone che oggi ci lavorano". Se ne parla di questo argomento alla mensa aziendale della Electrolux Zanussi, ma nessuno vuol esporsi con
il proprio nome. Solo testimonianze anonime: "Un poco alla volta ci stanno traghettando a Porcia. Qualche mese fa hanno spostato le persone che si occupavano degli acquisti, che erano una decina, entro settembre se ne dovranno andare quelli del marketing che sono altri trenta. Rimarremo in 150, poi un gruppetto alla volta ce ne dovremo andare tutti. Per anni ci hanno parlato della "palazzina", un'Araba Fenice che avrebbe dovuto sorgere sulle ceneri dello smantellamento per accogliere gli uffici, ci hanno fatto addirittura scegliere le piastrelle e i colori delle tende. Bugie. Dopo il cambio dei contratti, da dipendenti Zanussi Professional a dipendenti Zanussi spa, arriverà anche il cambio della sede. A ciò si aggiunge che sindacalmente contiamo zero, quei pochi sindacalisti che c'erano sono diventati dirigenti".
C'è anche un appello per il Sindaco: " Forse in buona fede, va ripetendo da anni che a Conegliano rimarrà la Zanussi, ma non è così e la sorte di duecento persone che lasciano la città dovrebbe stargli a cuore".
Qualcuno la prende con filosofia: "Vivo alla giornata, non faccio programmi.
Alle promesse degli imbonitori non credo più. Spero che duri il più
possibile, ma a Porcia non ci vado, piuttosto cambio lavoro".
Il pezzo di storia coneglianese, comunque, se n'è già andato. Era all'angolo fra viale Pittoni e via Cesare Battisti, era stata l'osteria alle Crode, poi negli anni trenta la casa degli Zoppas a fianco della piccola fabbrica, nel 1969 la Zoppas si estendeva su 400.000 metri quadrati coperti e aveva 7.500 dipendenti. A proposito di promesse e di buoni intenti: doveva diventare una casa museo, un luogo simbolo del nostro recente passato, non è rimasto neanche un mattone.
Mario Anton Orefice
(Gazzettino, luglio 2002)