Scoperta la casa del Cima

CONEGLIANO ­ Scoperta la casa del Cima a Venezia. Durante la presentazione della rivista Storiadentro a Palazzo Sarcinelli, lo storico Mauro Pitteri ha annunciato, per la prima volta, quale fosse l'abitazione del pittore coneglianese in Laguna. "L'ho scoperto per caso ­ racconta. Stavo studiando le carte della famiglia Corner, quando leggendo la loro condizione di decima del 1514, una sorta di odierna dichiarazione dei redditi, ho appreso che avevano affittato una parte del loro palazzo sul Canal Grande al pittore". Si legge esattamente nel documento: "In San Luca. Una casa da statio sul canal grando con una caseta in capo la corte descoperta ne la casa granda al presente nuy abitemo, ne la casetta sta maistro Zuanbaptista da Coneglian depentor paga de fito a lano ducati 20".
"Per l'epoca un affitto alto, tenendo conto che un operaio all'Arsenale prendeva sei ducati all'anno, un canone dal quale si capisce che Cima si trovava in buone condizioni economiche. Sapevamo che abitava in San Luca, il quartiere dei pittori e dove, nell'omonima chiesa, c'è l'altare della fraglia dei pittori. Non sapevamo che vivesse nella casa da "statio" dei Corner Piscopia, oggi Palazzo Loredan, quello che, provenendo da Rialto, precede Ca' Farsetti sulla sinistra. Guardando la carta del de Barbari, conservata al Museo Correr, si può vedere la corte e la "casetta" dove abitava Cima: dovrebbe essere quella a sinistra del palazzo più alto, individuata dal tipico camino veneziano che spunta dal tetto. Dalla condizione di decima si apprende inoltre che fra gli artigiani locatari dei Corner c'era un altro "depentor", un tale "Calamer de Bressa", una notizia forse interessante per gli storici dell'arte."
Mauro Pitteri, allievo di Berengo ed esperto della storia dei beni comunali e dei mulini, ha inoltre evidenziato con nonchalance altre questioni stimolanti. Pitteri ha spiegato che Cima, come prima di lui Bellini, per riprodurre la natura si ispirava ad un altro coneglianese: Nicolò Roccabonella, che tra il 1415 e il 1458 pubblicò il più completo erbario dell'epoca. Questo prezioso codice, oggi conservato alla Marciana, era consultabile presso la farmacia della Testa d'Oro a Rialto, non lontano da Palazzo Corner Piscopia e luogo di ritrovo di artisti e uomini di cultura. Infine, un'ipotesi sull'origine del nome: "In un estimo di Conegliano di fine Quattrocento, edito dal Botteon, si apprende che la famiglia ha un podere a Cimetta. Egli non si firma mai Cima nei quadri, ma utilizza questo nome solo nei contratti. Perché non pensare a una Giambattista da Cimetta, poi abbreviato in Cima, piuttosto che un Cima figlio di cimatori come affermato fino ad ora?"
Mario Anton Orefice
(Gazzettino, marzo 2002)