Tra i gabbiani con l'aereo dei Fratelli Wright

L'aereo dei fratelli Wright ha già volato sul Piave. Il mitico Flyer che il 17 dicembre 1903 si sollevò sulle dune sabbiose della Carolina del Nord, fu il primo aereo della storia. Oggi, negli Stati Uniti, quattro gruppi di scienziati si apprestano a ripetere l'impresa in occasione del centenario. Ma, agli inizi degli anni '90, quella straordinaria avventura è già stata vissuta da Giancarlo Zanardo, amministratore insieme ai familiari dell'Impa, un'azienda da 35 miliardi di fatturato, e conosciuto a livello internazionale come pilota e costruttore di velivoli storici. Il 13 aprile 1991, all'ippodromo milanese di San Siro, sdraiato come Orville Wright e con il destino affidato a un telaio di legno e tela, si sollevò in volo davanti a centinaia di stupefatti spettatori. "Stare disteso - racconta Zanardo - dà la sensazione di assomigliare a un gabbiano. Nei miei voli con il Flyer mi è capitato di volare alla stessa velocità e alla stessa altezza di uno stormo di gabbiani, mi hanno tenuto compagnia per un tempo che non saprei definire, ma che rimane un ricordo indimenticabile".
Quella dei gabbiani è un'immagine che non lo abbandona mai: Gabbiani del Piave è il nome della sua associazione e il campo di volo di Nervesa della Battaglia, dove ha provato le prime volte il suo Flyer, si chiama Jonathan. In quel campo c'è anche la Jonathan Collection, il museo che ospita gli aerei costruiti in questi anni. Sono in fila, uno accanto all'altro, il Flyer, il Bleriot, quello della traversata della Manica, il Fokker del Barone Rosso, il De Haviland Tiger Moth, il Mustang P 51 (visite sabato e domenica 0438/33916).
Il campo Jonathan è stato visitato anche da Fred Culick e Jack Cherne, i due scienziati americani che il 17 dicembre del 2003 tenteranno di ripetere la storica impresa.
"Ho letto con interesse gli articoli che parlano di loro in questi giorni. Non c'è concorrenza fra noi - spiega Zanardo - queste cose le fai per passione, non per vincere una gara. Loro sono ingegneri, professori universitari, hanno scritto delle relazioni scientifiche sull'argomento e il loro progetto, che io non conoscevo, risale al 1980. Ci siamo incontrati dopo il mio volo a San Siro. Ogni tanto mi scrivono per dei consigli e io rispondo molto volentieri. A Culick, oltre ad alcune modifiche tecniche, ho suggerito di dedicare diverse ore alla guida di velivoli d'epoca prima di pilotare il Flyer, perché i comandi rispondono molto lentamente nella virata e, al contrario, con estrema rapidità nel beccheggio".
Ma Zanardo che farà per il centenario dei fratelli Wright: "Volerò nella settimana del 17 dicembre 2003 nel campo Jonathan, ma senza rumore, come fecero loro: pochi amici, qualche parente, un giornalista al massimo, condizioni atmosferiche ottimali e … tanti gabbiani".
Mario Anton Orefice
(Il Gazzettino, febbraio 2002)