LA SUORA CHE SPIEGAVA PASOLINI E BERGMAN

CONEGLIANO - Tutto comincia con una telefonata. La domanda è: "Come mai nessuno ha parlato della scomparsa di suor Maria Ossi, una figura eccezionale per Conegliano?". A porre l'interrogativo è Michelangelo Dalto, direttore di Antennacinema e docente di tecniche della comunicazione audiovisiva presso il Centro multimediale di Terni. La religiosa è morta in dicembre a 84 anni. "Lei è stata quella che alla fine degli anni '60 ha aperto le porte del cineforum del Collegio Immacolata anche agli studenti maschi provenienti da altre scuole, un fatto che data l'epoca e la mentalità creò non poche rivalità e imbarazzi. Ha scritto diversi saggi sulla figura della donna nel cinema, è stata un'intellettuale a tutto tondo e un profilo singolare nell'ambito della critica cinematografica.
Con suor Maria Ossi ho cominciato il mio apprendistato, avevo 19 anni, si organizzavano i primi dibattiti , ricordo la sua capacità di spiegare e riflettere su film come "Persona" di Bergman e "Il Vangelo secondo Matteo" di Pasolini. E ricordo con affetto anche le lettere e gli incontri di questi ultimi anni.
Era molto preparata nell'analisi dei film non solo dal punto di vista contenutistico, ma anche dei processi di comunicazione insiti nella successione delle varie sequenze.
È stata lei la persona che più di tutte mi ha spinto a realizzare il cineforum esterno al Collegio che si teneva al cinema San Martino. Fu da quelle rassegne che germogliarono gli incontri dedicati agli autori e poi gli incontri di cinema e televisione".
Suor Bianca, che fu prima allieva e poi collaboratrice di suor Maria, nel suo studio al Collegio Immacolata ricorda:"Dopo che il Vaticano sottolineò l'importanza dei mezzi di comunicazione, suor Maria fu tra le prime a dare concretezza a quella indicazione.
Fondò il cinecircolo giovanile salesiano "Laura Vicuna". Fra i suoi allievi, oltre a Dalto, c'è stato Luciano De Giusti, oggi docente all'Università di Trieste. La strada aperta da suor Maria continua. Ha sempre avuto la capacità di anticipare i tempi.
Anche l'ultima volontà, la cremazione, è una novità per una suora, fra qualche anno forse non lo sarà più. L'urna da Roma è stata portata a San Pietro di Feletto dove c'è la tomba di famiglia".
Suor Bianca prosegue nel racconto, mi tende uno scritto giovanile di suor Maria Ossi intitolato "Il mio collegio", un testo davvero pieno di affetto, poi la biografia di suor Margherita, la portinaia del collegio, due volumi su suor Caterina Pesci, una preghiera composta nel '47, il libro "Donna e cinema" con il saggio "Per un'immagine donna al positivo", e ancora la foto di loro due, suor Maria e suor Bianca, all'Oasi di Santa Chiara con le ragazze della quarta magistrale, era il 1965, dopo due anni sarebbe nato il cinecircolo. Fuori dallo studio si vede la neve che ha ridisegnato i contorni delle cose, come a volte fa la memoria, come a volte succede nei film.
Mario Anton Orefice
(Quindicinale, gennaio 2002)