Terminato il restauro di San Giorgio Maggiore
E' giallo sulla paternità della facciata. Da mercoledì è senza ponteggi

VENEZIA - È terminato il restauro lapideo della facciata di San Giorgio Maggiore, una delle più importanti opere attribuite ad Andrea Palladio e uno dei simboli di Venezia nel mondo, ammirato da chiunque si affacci da Piazza San Marco.
I lavori, durati 9 mesi, sono stati finanziati dal Ministero dei Beni
Culturali, diretti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il
Paesaggio di Venezia ed eseguiti dal Gruppo Brandolin Dottor di San
Vendemiano in provincia di Treviso.
Il sito www.brandolin.it racconta l'intervento attraverso il giornale di cantiere on line e video streaming.
Sono state eliminate le infiltrazioni d'acqua che da tempo danneggiavano la muratura, mentre nelle operazioni di pulitura, oltre a tecniche più tradizionali, è stata impiegata la tecnologia laser per le statue dei dogi Tribuno Memmo e Sebastiano Ziani. Da mercoledì 7 novembre sarà possibile fotografare la facciata senza ponteggi.
L'intervento è stata l'occasione per riproporre il dibattito sulla
autenticità della facciata, eseguita dopo la morte del Palladio. Il
professor Andrea Guerra, allievo di Manfredo Tafuri, uno dei maggiori esperti di architettura rinascimentale veneziana, in un suo recente studio ipotizza che il maestro sia stato tradito: il pronao davanti alla facciata, pur previsto in un disegno, non fu infatti mai realizzato.
Al termine dei lavori, il Gruppo Brandolin Dottor ha annunciato di essere stato scelto dal governo della Florida, fra una quindicina di imprese italiane, come consulente del restauro del più antico maniero d'America: il Castillo de San Marco nei pressi di St Augustine.

San Vendemiano (Tv), 2 novembre 2001