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GIALLO ALLE POSTE
Giallo alle Poste: corrispondenza sottratta
ai destinatari scoperta per caso in una busta. E' il 27 settembre, quando
Bruno Pasqualotti del negozio Foto In di via Cavour riceve una busta marrone
della Kodak, "Pubblicità", pensa, e la butta in angolo. Due giorni
dopo guarda meglio il plico e legge accanto all'indirizzo un appunto:
"rinvenuto nella casetta di impostazione a Pianzano". Decide di aprirlo
e rimane incredulo. Non c'è del materiale promozionale Kodak, ma
decine di bollette telefoniche, fatture, avvisi, tutti senza busta e intestati
a persone di via Cavour. Decide di denunciare il fatto, la direzione delle
Poste viene avvertita lunedì 1 ottobre e invia un proprio addetto
a ritirare il plico.
La promessa è di chiarire la vicenda. Trascorrono diversi giorni,
fino a che venerdì 12 ottobre Bruno Pasqualotti chiama di nuovo
la direzione per sapere se sono state scoperte le ragioni del grave disguido,
e perché non gli sia stata più stata recapitata la bolletta
Telecom del negozio che si trovava in mezzo alla misteriosa corrispondenza.
La risposta generica è: "Abbiamo spedito il plico all'ufficio reclami
di Treviso, si rivolga eventualmente a loro".
"Si tratta di un fatto sconcertante, qualcuno ha aperto la corrispondenza
di decine di persone e nessuno si preoccupa di dare delle spiegazioni
e di procedere con una denuncia. Come cittadino mi sento offeso e penso
alle decine di lettere che da giorni giacciono non recapitate, potrebbero
esserci delle comunicazioni importanti, degli assegni rubati, come si
fa a non comprendere la gravità e la delicatezza di quanto accaduto",
commenta Pasqualotti.
La seconda riflessione riguarda il movente: furto o gesto di rabbia? Il
ladro, approfittando dell'assenza del postino, potrebbe aver sottratto
una parte della posta dalla borsa lasciata incustodita, oppure potrebbe
essere l'atto di qualcuno che vuole incrinare l'affidabilità del
servizio postale, peraltro già al centro di polemiche. Alle indagini
la risposta.
ottobre 2001
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