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L'UNDICI SETTEMBRE DOVE ERAVATE?
Il commento migliore sarebbe il silenzio,
poi la parola scritta, la più
inadeguata è la televisione che vomita in continuazione immagini
di guerra.
Raccontiamo come è stato vissuto quel momento da alcuni coneglianesi.
Se altri vorranno far giungere la loro testimonianza, la pubblicheremo
volentieri.
"Il giorno dell'infamia"
Don Antonio Zuliani, sacerdote della Piccola Comunità:"Io mi trovavo
su un aereo dell'Air France diretto a Philadelphia dove ho dei parenti.
Stavamo sorvolando la costa canadese, quando il comandante ci ha avvertiti
che era successo qualcosa di grave a New York e che eravamo costretti
ad effettuare un atterraggio di emergenza a Halifax in Nuova Scozia. Dopo
tre giorni abbiamo dovuto tornare indietro.
È stato un attacco all'imperialismo americano, che è un
imperialismo
ragazzone, da parte di un altro imperialismo vigliacco. Ha titolato bene
un giornale degli States, è stato "Il giorno dell'infamia".
Chi ha colpito deve tutto all'America: la sua preparazione tecnica, i
suoi soldi. Ma quello che è più grave è che chi ha
attaccato specula sulla religione e la usa come maschera dietro alla quale
nascondersi.
Il segnale che stava per accadere qualcosa di grave c'era già stato:
l'abbattimento da parte dei talebani delle statue raffiguranti Buddha,
i
simboli di una religione mille anni più antica di quella musulmana.
Purtroppo è stato disatteso.
"Il Dio Palanca"
Emanuele Correggiari, psichiatra, e suo figlio Sebastiano, studente
universitario. Emanuele: "Ero nel mio studio con un paziente quando sono
stato avvertito da una collega. La prima cosa che ho pensato era che se
i morti a New York erano migliaia, altrove da tempo sono milioni ma quasi
tutti se ne fanno un baffo. Anche per questo mi aspettavo che prima o
poi accadesse una cosa del genere. Poi ho continuato a lavorare, davanti
a me c'era una persona che si aspettava un aiuto".
Sebastiano:"Ero a Forlì in casa di amici, la cosa che mi ha spaventato
maggiormente è che siamo talmente abituati alla finzione che quelle
immagini non mi sembravano reali, non si riesce più a percepire
la realtà. Poi, ragionando sull'accaduto, ho considerato che sarebbe
stato il pretesto per eliminare un po' di libertà civili e di diritti
acquisiti. Credo che bisognerebbe riflettere sullo stato delle nostre
democrazie, i rapporti di forza sono gli stessi dal 1900 e, invece di
migliorare, mi sembrano destinati a peggiorare. Celebriamo solo il progresso
produttivo, di oggetti ne abbiamo fin sopra i capelli, ma il progresso
materiale non è progresso umano".
Emanuele: "Quando sento dire che dobbiamo difendere i valori dell'Occidente
contro la barbarie, mi chiedo quali valori e me ne viene in mente uno
solo: il Dio Palanca. Questo è il fondamentalismo dell'Occidente,
al quale sono contrario come a tutti i fondamentalismi, integralismi,
dogmatismi. Sono dannosi per la mente, e di conseguenza per l'individuo
e per i popoli.
Ora, per esempio, gli americani muovono le portaerei per esibire la loro
potenza, ma dovrebbero usare la testa, non la forza".
Sebastiano: "Sì, e non dimenticarsi che Bin Laden l'hanno armato
loro negli anni novanta, perché gli faceva comodo averlo come alleato
contro i russi.
Purtroppo sono questioni di cui qui, a Conegliano, ho sempre parlato con
pochissime persone. Non mi trovo bene in Veneto, cercherò di costruire
il mio futuro in Emilia, la regione da cui proviene mio padre e dove non
si è ancora perso il senso e la voglia di far politica."
"La strage degli innocenti"
Massamba Thiam, responsabile dello sportello immigrati per il comune di
Conegliano: "Ero a casa, mio figlio di cinque anni mi ha chiamato: Papà
è successo qualcosa a New York. Quando ho visto le immagini pensavo
fosse un film, poi mi sono sintonizzato sul canale francese Tv5 e ho visto
le stesse scene: sono rimasto incollato al video per cinque ore. Mi sono
detto: O Il mondo è finito, adesso l'insicurezza è dappertutto'.
Chi è stato a New York sa che quella città era la casa di
tutti, adesso
nessuno si fida di nessuno e per strada incontri gente che piange, non
è più l'America del Otime is money', qualcosa è cambiato.
Al lavoro sanno che sono musulmano e qualcuno dice che bisogna sganciare
una bella bomba su tutti i paesi arabi, io mi metto a ridere, capisco
la rabbia, dipende da come ricevono le informazioni. Ma quale religione
al mondo insegna a uccidere il prossimo? Nessuna. Bisogna conoscere le
differenze che esistono fra i popoli. Mi sento vicino agli afgani, perché
so cos'è la povertà, so cos'è l'innocenza di un popolo
nei confronti di un regime di dittatori come quello dei talebani o di
Saddam Hussein. Abbiamo fatto tutti un minuto di silenzio per le vittime
dell'attentato e sono d'accordo, ma quando mai abbiamo fatto un minuto
di silenzio per i milioni di bambini che muoiono nei paesi del terzo mondo
perché manca un vaccino, un bicchiere di latte?"
settembre 2001
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